tutela ambiente

Le maggiori cause dell’inquinamento ambientale

Con l’avvento della rivoluzione industriale, nel 19° secolo, si sono aperte le porte per l’avvio del progresso tecnologico e ciò ha consentito alla popolazione mondiale di compiere un passo avanti verso la comodità nell’utilizzo di strumenti fino ad allora impensabili.

Ragionando in termini meramente egoistici, il progresso ha abbattuto le frontiere consentendo viaggi intorno al mondo, ha ridotto i tempi di attesa grazie ai veloci trasporti odierni e ha portato luce, acqua e gas nelle case della gente.

In tutto questo agio tecnologico, c’è però come sempre il rovescio della medaglia.

Si parla dell’inquinamento. L’inquinamento, in forma decisamente esigua, si è visto per la prima volta, già dalla comparsa dell’uomo sulla Terra. In maniera decisamente inferiore e poco invasiva se parliamo degli albori, ma che diventa un problema pesantissimo se valutiamo come l’uomo si sia piano piano impossessato delle risorse del pianeta.

Le cause maggiori ritenute le prime imputate dell’inquinamento, o quantomeno, dell’inizio di questo tragico fenomeno, sono da collocare in tre ragioni principali: industrializzazione, crescita della popolazione e globalizzazione.

INDUSTRIALIZZAZIONE

Con l’aumento delle industrie, sono aumentati anche gli effetti nocivi dei loro scarti. Materiali tossici che le persone hanno incominciato a vedere riversate nell’ambiente come carbone, gas e olio.

CRESCITA DELLA POPOLAZIONE

La crescita inaudita della popolazione mondiale, ha spinto l’offerta dei beni primari a subire un’impennata per far fronte alla richiesta. Ecco quindi più industrie, più trasporti e più inquinamento strettamente collegato alla crescita demografica.

GLOBALIZZAZIONE

Le grandi industrie hanno trovato subito il modo per aggirare le ristrette leggi sulla protezione ambientale. Il boom della globalizzazione riguarda proprio il modo di operare delle multinazionali che hanno installato i loro stabilimenti in quei paesi in via di sviluppo, purtroppo carenti di leggi di controllo e normative anti-inquinamento.

Volendo analizzare dettagliatamente la questione e i dati sull’inquinamento ambientale, possiamo capire le altre cause secondarie che hanno portato il pianeta vicino ad un punto di non ritorno.

Acqua, aria e terra sono ormai totalmente contaminate e le cause puntano il dito contro ciascuno di noi e contro le nostre abitudini.

inquinamento

SMOG

Le autovetture hanno ormai invaso le strade delle città e le persone non apprezzano più una buona passeggiata preferendo gli spostamenti in auto. Lo smog liberato nell’aria è purtroppo anche tangibile e visibile. Nubi dense che coprono i cieli sulle maggiori metropoli mondiali, aria irrespirabile al punto da obbligare i pedoni ad indossare mascherine in alcune città e polveri sottili che rimangono attaccati anche agli abiti che indossiamo.

TRASPORTI

La grande crescita dei mezzi di trasporto, ha portato ad un aumento della domanda di petrolio. Il petrolio risiede nel sottosuolo e la sua estrazione comporta la contaminazione di enormi territori naturali ormai devastati dagli effetti dell’uomo.

PLASTICA

Avete mai sentito parlare del settimo continente?

E’ un’isola sotterranea grande circa dodici volte l’Italia situata nell’Oceano Pacifico tra le Hawaii e gli Stati Uniti. E’ una grande massa di rifiuti in plastica che a causa delle correnti oceaniche si è formata e stabilita in quella zona. La plastica è uno dei materiali più riciclati, eppure incide ancora pesantemente sull’ambiente terrestre.

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Parquet

Posa del parquet: tecniche e disegni

Il parquet è un tipo di pavimentazione composto da legno, suddiviso in una serie di elementi singoli, per lo più a forma di listoni, assemblati tra loro. Di solito i listoni sono composti da due strati: uno strato superiore di legno pregiato già verniciato (la parte visibile) e uno strato di legno di qualità inferiore. Una volta scelto il parquet come tipo di pavimentazione, si può procedere alla posa del legno, che può avvenire con differenti modalità.

Modalità di posa del parquet

La posa incollata

La tecnica più utilizzata per la posa del parquet è la posa incollata, che prevede l’incollatura dei listoni al sottofondo. Il processo di incollaggio avviene tramite stesura della colla sul pavimento, a cui, con l’aiuto di una mazzuola di gomma, vengono fatti aderire i listoni.

La posa flottante o galleggiante

Un’altra modalità di posa del parquet è la posa flottante, una soluzione semplice e poco costosa che prevede l’assemblamento dei listoni tramite incastro, senza l’utilizzo di collanti. Questa tecnica ha il pregio di non prevedere tempi di posa e di consentire perciò l’immediata usufruibilità del pavimento.

La posa inchiodata

Una tipologia di posa più complessa è la posa inchiodata. Non può essere praticata su tutti i tipi di pavimento, ma richiede una pedana in legno collocata su un sottofondo in cemento. L’inchiodatura avviene grazie a due chiodi posti sull’incastro maschio, nel punto in cui questo si interseca con la trave sottostante. Naturalmente i chiodi non risulteranno visibili. Proprio per la sua laboriosità, questa tecnica sta cadendo rapidamente in disuso.

Parquet

Disegni e geometrie nella posa del parquet

Nella posa del parquet (a Venezia c’è l’azienda di Alessandro Scarpa) si possono seguire svariate geometrie, allo scopo di formare il disegno desiderato. Le regole sono semplici: in un corridoio la posa del parquet deve avvenire con il lato lungo dei listoni parallelo alla parete, questo perché il lato corto è più soggetto a variazioni di dimensione, a causa dei movimenti di assestamento del legno. Nella posa del parquet non bisogna trascurare elementi come il senso di percorrenza e di apertura delle porte e l’illuminazione naturale degli ambienti.

Tipi di disegno

Posa a correre o a cassero

Nella posa a correre o a cassero gli elementi sono posizionati parallelamente o in diagonale, in maniera che la testa di ogni listone rimanga all’altezza della metà del listone accanto. I listoni possono anche essere posati in maniera irregolare, con le teste dei vari listoni posizionate a diverse altezze.

Posa a spina di pesce

Nella posa a spina di pesce la testa dei listoni poggia sul lato lungo del listone immediatamente parallelo.

Posa a scacchiera o a quadri

Nella posa a scacchiera o a quadri i listoni formano un quadrato.

Pose artistiche

È possibile dar vita a disegni artistici grazie ad un po’ di fantasia, con tanto di sfumature e contrasti dovuti all’accostamento di differenti tonalità di legno. Le composizioni possibili sono svariate: tra le forme più in voga vi sono le stelle, i rombi e le spirali quadrate.

Qualsiasi tecnica di posa e di disegno abbiate scelto, prima di procedere alla posa del parquet è necessario assicurarsi che il fondo sia completamente asciutto, per evitare gli antiestetici sollevamenti dei listoni dovuti all’umidità.

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gravidanza

L’alimentazione in gravidanza: cosa si può mangiare?

Perché è importante curare l’alimentazione in gravidanza

Il periodo della gravidanza è per la donna un’esperienza fisica e mentale molto forte. Il corpo inevitabilmente va incontro a cambiamenti di diversa natura (ormonali, posturali, ecc.) e diviene più facilmente soggetto a infezioni e malattie. I cambiamenti ormonali, infatti, causano modifiche anche a livello immunitario esponendo il corpo della donna al rischio di infezioni che un’alimentazione sana e bilanciata può aiutare a prevenire. Inoltre, una corretta alimentazione è necessaria non solo per la futura madre, ma soprattutto per garantire, tramite l’apporto dei nutrienti essenziali,come proteine, grassi e carboidrati, ma anche vitamine e sali minerali, lo sviluppo del feto.

Per queste ragioni, i medici tendono a consigliare alla donna in gravidanza alcuni cibi ad alto contenuto proteico e a sconsigliarne altri che potrebbero essere causa di infezioni.

La dieta ideale in gravidanza è una dieta che fornisca, in media, 2000-2500 Kcal al giorno e che sia ben equilibrata, contenga cioè i nutrienti essenziali elencati sopra. In linea di massima non c’è bisogno di modificare le proprie abitudini alimentari, tuttavia sarà opportuno includere nella dieta la maggior varietà possibile di alimenti. Bisognerà inoltre evitare di “mangiare per due”, che potrebbe causare un aumento eccessivo di peso e predisporre ad una serie di patologie della gravidanza come la gestosi e il diabete gestazionale.

Alimenti che possono essere consumati

Tra gli alimenti che non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione in gravidanza ci sono i cereali (riso, pasta, fiocchi di cereali) che sono fonte di energia , di fibre e di vitamine; frutta e verdura (lavate accuratamente), fonti di vitamina C, acido folico e vitamina B1, elementi essenziali per lo sviluppo fetale.

Cosa si può mangiare in gravidanza? Possono essere consumate uova e carni, fonti di proteine, a condizione però che siano ben cotte; i formaggi devono essere stagionati, mentre i formaggi spalmabili possono essere consumati solo se appena comprati, così come la mozzarella che è meglio se consumata fresca. Tra gli alimenti che la futura madre può mangiare ci sono anche latte pastorizzato, yogurt e burro, entrambi da consumare appena comprati (non superando comunque i 2 giorni dall’apertura). Il pesce è un alimento pieno di omega 3 e proteine, ma va consumato con moderazione, in particolare se ricco di mercurio come il pesce spada e il tonno.

Infine, le bevande che contengono caffeina (non solo caffè ma anche the, cioccolato, Coca cola o Pepsi) dovrebbero essere consumate con moderazione, infatti se vengono superati i 200-300mg al giorno c’è il rischio di aborto o di nascita prematura del bambino.

Alimenti da evitare

Ci sono poi alcuni alimenti che è meglio evitare in gravidanza del tutto per scongiurare il rischio di infezioni. Tra questi compaiono le uova e le carni crude, i formaggi molli e semi molli, come il gorgonzola e il brie, alimenti che possono contenere un batterio che causa la listeriosi. Da evitare è anche il latte crudo e i molluschi crudi che contengono spesso la Salmonella Campylobacter e il virus dell’epatite A. Anche le uova vanno evitate se crude o poco cotte per il rischio di salmonella.

I salumi è meglio consumarli cotti, gli affettati crudi infatti potrebbero causare intossicazioni alimentari.

Infine, l’alcool va assolutamente evitato; infatti il feto riceve l’alcool nella stessa misura della madre e non si sa con sicurezza quanto ce ne voglia per arrecare danni al bambino.

 

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Prova subito la Sigaretta Elettronica Ego T

I pro e i contro della Sigaretta Elettronica Ego T

Esito positivo o negativo?

 

La maggior parte delle persone possiede un vizio, una passione, un passatempo, a seconda di esso lo si classifica come meglio si crede. Ma quello che colpisce la molteplicità delle persone senza esclusione del sesso o dell’età è il cosiddetto vizio del fumare.

Si, è proprio così, perché attualmente viviamo in un epoca in cui non ci si deve sconvolgere nel vedere ragazzini che fumano, è anche vero che prima era una caratteristica che spettava solo alle persone di una certa età o per lo meno a coloro che avessero raggiunto la maggiore età, e che erano gli stessi genitori a non voler accettare che un loro figlio o figlia maggiorenne fumasse dinanzi a lui, ma oggi tutto questo riservo non c’è più, molte cose vengono fatte così spontaneamente e senza rispetto verso chi è presente in quel dato contesto.

C’è chi lo considera un’abitudine, chi un lusso, chi uno sfogo personale, chi un passatempo, chi lo fa per divertirsi. Ma cosa hanno in comune le suddette ipotesi? Una sola cosa: la sigaretta.

Fino a qualche tempo fa, era difficile inserirla nel mercato e addirittura che qualcuno si interessasse ad essa , in quanto considerata come un oggetto nuovo,una novità, un cambiamento e come la maggior parte di noi sà, il cambiamento spaventa sempre, essendo abituati ad un certo stile di vita, non ci lasciamo prendere dal nuovo, ma tutto questo è sbagliato.

La sigaretta comune, per il fumatore gli dona per qualche istante una piacevole sensazione,tale da far calare il nervoso, o la fame in alcuni casi.

Ma è tutta una questione psicologica; la sigaretta elettronica ego t d’altrocanto andrebbe a sostituire la sigaretta comune con una differenza alquanto visibile, mentre la sigaretta comune è nociva alla salute in quanto reca problemi ai polmoni, problemi di respirazione, e a seguire.

La sigaretta elettronica invece per la sua costituzione è più leggera, più semplice e con meno complicazioni. Ma come tutte le cose che fanno parte della vita, ha vantaggi e svantaggi.

 

Sigaretta Elettronica Ego T per tutti i gusti

 

I vantaggi della sigaretta ego T

 

I vantaggi della sigaretta elettronica ego t sono rappresentati dall’assolvere una funzione alquanto necessaria, far sì che le persone cessino di fumare,senza costringerle a dover rinunciare di botto a questa loro esigenza.

Se con la sigaretta tradizionale si aspira il fumo costituito principalmente dal tabacco e dalla nicotina, con quella elettronica si aspira un vapore costituito da sostanze che escludono tabacco e nicotina ma che hanno una certa somiglianza al fumo.

Infatti chi fuma la sigaretta elettronica ego t ha la possibilità di scegliere il contenuto di nicotina dei liquidi di ricarica di essa.

 

Gli svantaggi della sigaretta ego T

 

Gli svantaggi d’altra parte, tra cui uno principale è che affermano che essa abbia il ruolo fondamentale di far smettere l’assiduo fumatore ma non si è ancora ottenuta la sua efficacia.

Se si pensa che la mancanza di sostanze quali la nicotina, dannose per la salute, può aiutare non è così perché costituisce un’arma tagliente in quanto spinge il consumatore a considerarlo un prodotto sicuro; e attirerebbero ad essa persone che non avrebbero mai preso in considerazione l’idea di fumare e lo fanno solo perché attratti da questa grande novità della sigaretta elettronica ego t.

Non va affatto dimenticato e trascurato la presenza del glicole dietilenico, componente fondamentale nelle aromatizzazioni ma che come ben sappiamo può causare problemi respiratori, ai quali poi si aggiungono altri composti che risultano essere tossici, cancerogeni, tra cui la nitrosamine.

A questo punto vanno messi su di una bilancia i pro e contro della classica sigaretta e di quella elettronica e prendere una decisione consona alla nostra salute.

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Agenzia seo lombardia

Depilazione permanente: Laser a diodo

La tecnologia del laser ha permesso di fare enormi passi avanti nel campo della depilazione permanente del corpo, in particolare con il laser a diodo e il laser a luce pulsata. Con la differenza che il primo risulta più efficace e meno doloroso del secondo e può dare buoni risultati anche in condizioni dermatologiche particolari, nonostante in certi casi sia sempre meglio evitare di sottoporsi ad entrambi i trattamenti.

Laser a diodo: come funziona?

Il laser fast a diodo si basa su alcuni componenti particolari (semiconduttori o diodi) in grado di emettere una luce dotata di una lunghezza d’onda di 808 nm, variabile in base alle esigenze e alle zone corporee da trattare: la potenza di questo laser permette di depilare zone dalla peluria diffusa e resistente come l’inguine, la schiena, le braccia ed il petto. Il funzionamento è simile al laser a luce pulsata: i diodi emettono dei fasci di luce molto potenti che colpiscono il pelo percorrendolo in profondità fino a raggiungere il follicolo pilifero, col risultato di bruciare entrambi senza intaccare la cute circostante. A differenza della luce pulsata, però, il laser a diodo non ha la melanina come obiettivo principale, dunque non rischia di colpire anche il resto della pelle, dove la melanina è ovviamente presente in grandi quantità. Preferire il diodo alla luce pulsata abbassa il rischio di eritemi e bruciature, e causa meno dolore.

laser

Laser a diodo: una depilazione permanente?

Nonostante la grande efficacia del laser a diodo, occorre sfatare un mito: nessun trattamento, neanche il laser, può assicurare una depilazione permanente. In realtà non si tratta neanche di una depilazione, ma di una epilazione: i peli infatti non vengono rimossi ma atrofizzati alla base del loro follicolo. Proprio per questo motivo, l’epilazione non può essere definitiva: i follicoli colpiti sono quelli in fase di crescita, mentre il laser ignora per ovvie ragioni quelli in fase dormiente. A causa di ciò si tende a indicare questo tipo di epilazione come progressivamente definitiva: un trattamento prolungato per diverse sedute inibisce i follicoli e li rende meno produttivi, indebolendo così il pelo.

Laser a diodo: pregi e difetti

Il laser a diodo, nel campo della depilazione, è sicuramente la scelta più affidabile e meno problematica. Bastano poche sedute (dalle 4 alle 10), di breve durata e da ripetere dopo circa 70 giorni: dipende dall’anamnesi dello specialista e dal programma personalizzato che verrà sviluppato per il paziente. Di per sé il laser a diodo non ha controindicazioni per la salute: l’unica è sempre evitare di sottoporsi ad un trattamento del genere quando si ha la pelle abbronzata (a causa della melanina) o quando si hanno problemi dermatologici. Per questo motivo è sempre raccomandabile una visita dal dermatologo prima della depilazione. Altrettanto importante è affidarsi ad uno specialista del settore perché il laser, in mani imprudenti, può causare danni anche gravi alla cute. L’unico vero difetto del laser è il costo, ancora poco accessibile nonostante la diffusione della tecnologia a diodo: a seconda della vastità delle zone da trattare può arrivare a costare intorno ai 1.000 euro. Infine occorre sottolineare che il diodo è quasi inefficace con i peli biondi e rossi

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Frande Risparmio sulle tue Stampe

RisparmioStampa: Franchising materiale stampa

Siete alla ricerca di un sito web dove è possibile ottenere un grande risparmio nel momento in cui si deve acquistare una cartuccia o un toner?

Se ancora non avete portato al termine tale ricerca, allora navigate sul sito web di RisparmioStampa.com, il franchising che vi permette di poter acquistare tantissimi oggetti per la stampa, ovvero cartucce, toner e tantissimi altri oggetti, ad un prezzo ottimo sotto ogni punto di vista.

 

RisparmioStampa ed i suoi prodotti

 

Il franchising di RisparmioStampa si basa in principale luogo sul gran numero di prodotti presenti all’interno dello store.

Questi infatti risultano essere veramente tantissimi, e permettono ai clienti di poter optare per un grandissimo numero di cartucce e toner consumabili per la stampante e fotocopiatore.

Bisogna sottolineare che sono presenti sia dei prodotti originali, ovvero di marca, sia quelli di concorrenza, che potrebbero essere meno costosi ed offrire però prestazioni meno convincenti.

Sul sito web si possono trovare centinaia di prodotti, e periodicamente vengono create anche diverse tipologie di offerte, le quali saranno in grado di rendere felici i clienti alla ricerca di tali elementi.

 

La qualità dei prodotti

 

La qualità dei prodotti non viene mai messa in dubbio su questo sito web, il quale permetterà ai clienti di poter portare a casa un prodotto che risulta essere ottimo.

L’inchiostro infatti sarà di prima qualità, così come il comparto della cartuccia o del toner, che saranno in grado di offrire delle prestazioni stellari.

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Bisogna inoltre sottolineare che ogni prodotto potrà essere comparato ad altri, e dunque tutte le sue caratteristiche vincenti potranno essere esaminate con grande attenzione.

Tale aspetto permette ai clienti di poter trovare lo strumento che si sposa perfettamente alle loro esigenze, senza che ci possano essere dei ripensamenti di qualche tipo.

Con questo sito dunque si va sul sicuro, e si potrà ottenere un solo risultato, ovvero quello di aver concluso un vero e proprio affare, grazie alla presenza di questo particolare sito web che offre ottimi prodotti ai suoi tanti clienti.

 

Prezzi e anteprime

 

Questo sito, che offre la possibilità ai clienti di trovare facilmente il prodotto che si appresta alle proprie evenienze, permetterà a loro di poter trovare sempre degli ottimi prodotti ad un prezzo che risulta essere imbattibile, e che dunque sarà in grado di farli risparmiare.

I prezzi e le offerte dunque dovrebbero spronare il cliente ad effettuare l’acquisto presso questo franchising, ed attenzione: il sito risulta essere sicuro al cento percento, e soprattutto la spedizione avviene in maniera rapida e senza problemi di qualche tipo.

Con le anteprime dei prodotti poi si potranno analizzare attentamente tutti gli articoli presenti sul sito web, in maniera tale che si possa trovare il prodotto che rispecchia perfettamente le proprie esigenze.

Da aggiungere anche il fatto che il team di assistenza sarà sempre disponibile coi clienti, che dunque si troveranno a fare i conti con un sito veramente ottimo ed affidabile sotto ogni punto di vista.

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Professione data scientist: aree di competenza

BBS – Bologna Business School è un punto di riferimento per la formazione manageriale e fa parte dell’Università di Bologna. L’offerta formativa di questa scuola è molto ricca e variegata, ed è finalizzata al conseguimento di master universitari di specializzazione in un specifico settore del management aziendale. In questo articolo verrà illustrato il piano dell’offerta formativa per chi decide di intraprendere la professione di data scientist: il Master in Big Data.

Che cos’è l’analisi dei Big Data

Quella del data scientist è una professione di cui si sente parlare negli ultimi tempi, con ottime richieste sul mercato del lavoro. Ma che cos’è un data scientist e come mai viene così valorizzato dalle realtà business del giorno d’oggi? Come si può intuire dal nome, un data scientist si occupa di analizzare dei dati. Dati che vengono raccolti attraverso i mezzi più disparati, avendo cura del rispetto della privacy dei clienti.

Uno dei meccanismi più frequenti di raccolta di dati si applica alle estensioni dell’azienda in ambito telematico su un sito web aziendale, ad esempio, è possibile installare servizi di monitoraggio (definiti “web analytics”), che si occupano di profilare l’utente che visita le pagine dell’azienda, in modo da stabilirne gli interessi e gli obiettivi: in questo modo sarà possibile veicolare il giusto messaggio pubblicitario mirato sulla base degli interessi e del comportamento del suddetto utente: una metodologia comunicativa personalizzata in questa maniera, che va quindi incontro al potenziale cliente, risulta più efficace di una comunicazione generica ed effettuata a tutti con le stesse modalità, senza profilarne il comportamento.

Ritornando in un’ottica più generale, il data scientist si occupa di analizzare i dati ottenuti e di fornirli al management, in modo da elaborare piani di strategia potenziali per portare nuovi introiti ed incrementi di vendite all’interno dell’azienda.

 Big Data Management

Big Data Analyst: stipendio da manager e incarico molto ricercato dalle aziende

Lo stesso data scientist viene solitamente inquadrato tra i manager dell’azienda, visto lo stretto rapporto di contatto e di collaborazione che vige tra questa figura professionale e la direzione generale. Non per ultimo va segnalato il fatto che quella del data scientist è una figura professionale molto nuova, tuttavia le aziende vi ci sono approcciate in una maniera diversa rispetto al solito: a volte può capitare che nuove realtà nel mondo del lavoro vengano accolte con diffidenza dalle imprese, o per mancanza di necessità di tali figure, o per generale diffidenza verso nuovi settori aventi una crescita troppo improvvisa.

Così non è stato per il ruolo di data scientist, che come detto prima, fin dagli inizi si è rivelato essere particolarmente ricercato dalle azienda. Il motivo di questa corsa all’analisi dei dati sta nel fatto che gli obiettivi del marketing del giorno d’oggi non sono più finalizzati a promuovere un’immagine generica della propria azienda, ma si tende sempre ad esaltarne le diverse caratteristiche in maniera differente a seconda della tipologia di utente con cui si ha a che fare, pratica eseguibile solo dop essere entrati in possesso di dati da analizzare.

 

Un Master in Big Data: dove conseguirlo?

Per via della natura del ruolo di data scientist, che richiede padronanza di diverse tecniche, per essere in grado di addentrarsi nel mondo dell’analisi di dati è necessario ricevere una formazione adeguata. Il Master in Big Data alla Bologna Business School è uno dei pochi in Italia ad approfondire gli aspetti legati alle dinamiche aziendali e al marketing, permettendo al contempo di padroneggiare la tecnologia.

BBS – Bologna Business School è specializzata nel permettere ai propri studenti di affinare le conoscenze necessarie nei diversi settori tecnologici ed economici, e garantirsi così un’opportunità di lavoro.

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Quando ricorrere alla Rottamazione auto

Per la rottamazione auto, più propriamente detta demolizione, è necessario consegnare il veicolo ad un centro autorizzato o ad un concessionario in caso si voglia acquistare un mezzo di trasporto nuovo. Queste procedure sono necessarie perché la legge impone di trattare i veicoli a motore come rifiuti altamente inquinanti. Quindi è assolutamente vietato lasciare i veicoli abbandonati su un terreno di proprietà e addirittura su strade oppure in luoghi aperti al pubblico. È assolutamente necessario individuare il centro di raccolta ideale per poter procedere correttamente e rispettare le leggi in vigore. È necessario quindi conoscere quali siano i servizi di cui si può disporre, come potervi accedere e come mettersi in contatto. È indispensabile conoscere le pratiche e i documenti necessari per poter procedere in maniere corretta e per evitare eventuali sanzioni successive alla consegna del veicolo. Infatti una volta consegnato il veicolo ci si deve accertare che il centro di raccolta o la concessionaria provvedano a cancellare l’automobile dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), mediante l’opportuna richiesta di “cessazione della circolazione per demolizione”.

Come rottamare un veicolo

Per procedere correttamente con la rottamazione di un veicolo e dopo aver individuato il centro di raccolta oppure il concessionario che serve per il servizio, si devono reperire e consegnare i documenti necessari per poter procedere regolarmente. I documenti necessari per una rottamazione auto sono la carta di circolazione, il certificato di proprietà oppure un foglio complementare oltre ovviamente alla targa. In caso di smarrimento della stessa si deve necessariamente consegnare la denuncia che deve essere stata eseguita presso gli organi preposti di pubblica sicurezza. Consegnato il veicolo e la relativa documentazione si deve procedere con la redazione del certificato di rottamazione che garantisce l’automobilista da qualsiasi tipologia di responsabilità civile, penale e amministrativa e determina anche la fine del pagamento del bollo. Il certificato di rottamazione deve contenere dati essenziali che servano ad identificare il veicolo e il proprietario. Sono infatti richiesti il nome, il cognome e l’indirizzo del proprietario del veicolo, oltre al numero di registrazione del certificato e la firma del titolare della società che rilascia il certificato. È indispensabile che sia indicata anche l’autorizzazione che le autorità competenti hanno rilasciato all’impresa per poter procedere con le demolizioni. La data e l’ora di presa in carico del veicolo sono indispensabili per poter definire il momento in cui l’automobile cessa la circolazione in strada, oltre ovviamente alla data e all’ora del rilascio del certificato. Indispensabile che sia indicato l’impegno a provvedere alla cancellazione del veicolo dal registro del PRA entro 30 giorni dalla data di consegna. Per quanto riguarda l’identificazione del veicolo è indispensabile indicare la marca, il modello, la targa, la classe e il numero di telaio. Sono indispensabili anche i dati di chi consegna il veicolo, nel caso sia una persona differente dal proprietario. La demolizione di un veicolo costa generalmente fra i 70 e i 150 euro, spesa che serve a sostenere la cancellazione dal PRA, le visure per verificare la storia del veicolo oltre alle eventuali spese di trasporto. In caso di veicolo sufficientemente nuovo, il demolitore potrebbe procedere al ritiro, allo smontaggio e alla vendita dei pezzi. In questo caso la rottamazione potrebbe essere gratuita.

Un aspetto molto importante per la rottamazione di un veicolo è la verifica della visura per controllarne la storia. È importante ricordare che un veicolo sottoposto a fermo amministrativo non può essere demolito fino a quando il carico è pendente. Si deve provvedere prima all’estinzione del fermo, pagando i relativi tributi. In questo modo si potrà procedere alla richiesta di demolizione. In caso sia necessario ricorrere ad una rottamazione auto nella zona di Roma è possibile avvalersi dei servizi di Soccorsostradale24. È possibile contattare l’azienda per ottenere una valutazione direttamente a casa del servizio e potendo avere come garanzia nessun costo aggiuntivo per il servizio a domicilio. Il trasporto del veicolo e la consegna di tutta la documentazione sarà a carico dell’azienda. È possibile richiedere i servizi compilando l’apposito form sul sito e fornendo tutti i dati richiesti: nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono e una breve descrizione del servizio richiesto in modo da ottenere un preventivo. È bene ricordarsi che il certificato di rottamazione deve essere conservato per 10 anni.

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Utilizzo della Fossa biologica Imhoff

Il processo di depurazione delle acque reflue segue una serie di passaggi ben specifica, ossia pre-trattamenti ed operazioni meccaniche, biologiche e chimico-fisiche atte alla rimozione di inquinanti ed agenti in sospensione. L’eliminazione degli inquinanti avviene in funzione delle caratteristiche della sostanza stessa, e si basa sulla proprietà maggiormente sfruttabile al livello di separazione.

La rimozione elementi solidi da un refluo può essere effettuata mediante un processo di sedimentazione; esso è tanto più efficacie quanto più le particelle sospese presentino dimensioni maggiori. La deposizione delle stesse avviene seguendo la legge di Stokes, la quale mostra come le particelle di solido in sospensione tendano a depositarsi sul fondo del bacino di sedimentazione quanto più il loro diametro sia grande, e la loro densità sia superiore a quella del solvente presente (nel caso di reflui acquosi il valore di densità di riferimento è quello dell’acqua, 1 g/ml).

Fra i vari impianti di depurazione di liquami e acque reflue presenti in commercio, utilizzati per la rimozione mediante sedimentazione di solidi sospesi, è presente la fossa biologica di tipo Imhoff.

 

Chiarificazione delle acque con fossa biologica di tipo Imhoff

La fossa biologica Imhoff (o vasca settica tipo Imhoff) è un sistema di depurazione degli scarichi di acque reflue civili, che prevede un loro pre-trattamento primario mediante separazione dei solidi sospesi in soluzione. Come descritto nel Decreto Legislativo del 3 aprile 2006 n. 152, “Norme in materia ambientale”, si intende per primario il trattamento di reflui che preveda la sedimentazione dei solidi in sospensione attraverso processi fisici, chimico-fisici o altri, che portino ad una riduzione del carico in BOD5 del 20% e dei solidi sospesi del 50%.
La vasca settica di tipo Imhoff è costituita da due sezioni distinte: la zona superiore è adibita alla sedimentazione ed accumulo, ed è la zona in cui si ha la separazione dal solido, mentre la zona inferiore prevede la digestione anaerobica dei fanghi sedimentati. Il processo anaerobico da parte dei microrganismi presenti all’interno del refluo porta alla trasformazione di parte delle sostanze organiche presenti principalmente in metano, anidride carbonica e acqua.

Il refluo entra della zona superiore adibita alla sedimentazione, che dirige il sedimentato attraverso un’apertura, che collega mediante un fondo inclinato la prima zona con lo scompartimento di digestione anaerobica.
Affinché la stabilizzazione biologica delle sostanze possa avvenire efficacemente, lo scompartimento di digestione ha una dimensione accurata, tale da permettere il realizzarsi della digestione.
Il proporzionamento delle due sezioni deve essere conforme ai volumi, descrizioni e capacità depurativa sancite dal “Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento”, tramite la delibera del 04/02/77 (S.O.G.U. n. 48 del 21/02/77).

A seguito del trattamento, il liquame esce dalla vasca e viene accumulato in un pozzetto denominato “di prelievo”, venendo poi disperso nel terreno attraverso subinrigazione mediante una tubatura in poli-vinilcloruro, con un diametro calcolato secondo le norme vigenti tenenti conto del numero di abitanti nella zona; ciò può avvenire solo se il refluo presenta determinate caratteristiche descritte nelle tabelle Igienico Sanitarie. Tali caratteristiche vanno verificate tramite prelievo, su richiesta alla ASL, del liquame in uscita dal pozzetto di prelievo; solamente a seguito dell’analisi del campione risultato idoneo il comune rilascia una autorizzazione allo scarico valida per 4 anni.

Utilizzo e destinazione di una fossa Imhoff

A livello di depurazione, l’utilizzo di una fossa biologica di tipo Imhoff è relegato prevalentemente al trattamento di reflui e liquami da impianti di piccole e medie dimensioni. Tuttavia, queste generalmente non sono in grado di assicurare il rispetto dei parametri richiesti, ma possono essere considerate un efficacie metodo di depurazione nei casi in cui vengano trattati scarichi di insediamenti civili e zone con meno di 50 AE (abitanti equivalenti, cioè il carico organico biodegradabile convogliato da una fognatura in 24 ore, a cui corrisponde una richiesta di ossigeno di 60g\giorno di O2, per 5 giorni).
Vengono usualmente utilizzate in campagna, atte alla depurazione di reflui di piccoli centri abitati.

L’utilizzo di una fossa settica di tipo Imhoff è consigliato qualora non sia fattibile la realizzazione di un collegamento con una rete fognaria; resta in ogni caso uno dei metodi migliori per un pre-trattamento di reflui industriali\civili, che può essere abbinato a sistemi di degrassazione, in grado di migliorare ulteriormente la performance di depurazione delle acque reflue trattate.

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Cosa è il Glicerolo Vegetale USP

l Glicerolo Vegetale utilizzato nelle sigarette elettroniche

Che cos’è il Glicerolo Vegetale USP?

 

Il Glicerolo Vegetale (conosciuto anche con l’abbreviazione USP) è un composto chimico formato da carbonio, idrogeno ed ossigeno. La sostanza, allo stato liquido, non ha colore ed è miscibile in acqua (è detta infatti “igroscopica”, in quanto è capace di assorbire le molecole d’acqua che la circondano), oltre che nell’acetone e nel cloroformio.

 

Come si produce il Glicole Vegetale?

 

Il Glicerolo Vegetale viene prodotto industrialmente tramite reazioni ad alte temperature e grazie all’unione di piccole quantità di reagenti, come l’acido solforico. In fase di reazione, il prodotto contiene una grande percentuale di Glicerolo Propilenico, unito a Glicerolo Dipropilenico ed altri Polipropilen Glicoli.

In seguito ad una fase di purificazione, il Glicerolo Propilenico si può classificare in due gradi: uno industriale ed uno più elevato, detto USP, puro al 99,5% e più.

 

Quali proprietà possiede l’USP?

 

Il Glicerolo Vegetale ha un punto di congelamento molto basso, che diminuisce ancor di più se viene miscelato con acqua grazie alla rottura dei legami idrogeno. Per questo motivo, il Glicerolo Propilenico viene adoperato come componente dei liquidi anti-gelo per motori e non solo.

Il Glicerolo PropilenicoVegetale, inoltre, ha un basso livello di tossicità ed è estremamente biodegradabile (come il più semplice Glicole Etilenico, ugualmente liquido).

 

Come viene utilizzato il liquido USP PG?

 

Il Glicerolo Vegetale USP utilizzato per sigarette elettroniche, è utilizzato anche in molti preparati farmaceutici (ad esempio, come solvente per formulazioni iniettabili, o per uso orale), è usato come umettante in cosmetici, come additivo alimentare (in questi casi si usa la sigla E1520), come ingrediente per oli per massaggi, come solvente per miscelare reagenti (ad esempio, quelli utilizzati per sviluppare le fotografie), come liquido di raffreddamento e non solo.

 

Il Glicole Propilenico può essere classificato come sostanza tossica?

 

La tossicità del Glicerolo Vegetale per l’uomo è molto bassa. Sono molto rari i casi di avvelenamento da PG: questa sostanza, infatti, viene metabolizzata rapidamente dall’organismo e per raggiungere livelli tossici bisognerebbe ingerirne una grande quantità in un breve arco di tempo. Per la sua non pericolosità, il Glicerolo Propilenico è stato classificato come sostanza GRAS, sigla inglese per indicare un prodotto “generalmente riconosciuto come sicuro”.

Anche a contatto con la pelle il Glicolerolo Propilenico non ha dimostrato effetti collaterali, anche se in determinati casi potrebbe risultare irritante per gli occhi e potrebbe portare problemi respiratori se inalato. Per questo, è consigliata cautela nell’utilizzo di sostanze che contengono PG.

 

La dispersione di Glicole Propilenico può risultare dannosa per l’ambiente?

 

Se disciolto in acqua, il Glicerolo Propilenico mostra alti livelli di BOD (Domanda Biochimica di Ossigeno). Questo processo, consumando l’ossigeno presente nell’acqua, può influire negativamente sulla vita dei pesci e degli altri organismi marini che ne necessitano.

Se il livello di ossigeno presente nell’acqua diminuisce, gli abitanti marini migrano verso zone dove la concentrazione di ossigeno è maggiore oppure rischiano di morire, portando così delle modifiche dell’ecosistema che incidono notevolmente nella catena alimentare e sulla sopravvivenza di molte altre specie.

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