Le migliori partite di calcio

Diverse sono state, nel corso degli anni, le più grandi partite del calcio e di sport direttamente in televisione: una delle più recenti è stata quella che ha visto contrapposte il Barcellona al Real Madrid, ovvero quella che viene definita come El Classico, terminata con ben sette reti e che ha visto trionfare la squadra di Messi.

Una partita giocata dal primo fino all’ultimo minuto: diversi sono stati i ribaltamenti di fronte, ben tre i rigori assegnati durante la gara e tripletta di Messi che permette alla sua squadra di sconfiggere il Real Madrid di Carlo Ancelotti e di posizionarsi in seconda posizione nella classifica del campionato spagnolo.

Per gli italiani e tifosi del Milan sicuramente non sarà un bel ricordo, ma la finale di Champions League disputata col Liverpool entra di diritto nella classifica delle migliori partite di sempre: perdendo tre a zero infatti, il Liverpool ha tirato fuori una grandissima prestazione ed un’aggressività che le ha permesso di poter pareggiare con gli avversari e di vincere la coppa ai calci di rigore.

E tutti ricordano il portiere Dudek per la sua danza quasi ipnotica prima di ogni calcio di rigore. Lo sport in tv ha un fascino tale da ipnotizzare chiunque lo guardi e se ci sono poi protagonisti nello schermo con Dudek, ancora meglio.

Anche negli Europei del 2012 vi è stata una grande partita di sport in televisione, seppur da parte di una formazione sola, ovvero quella spagnola: nella finale infatti, gli azzurri sono stati letteralmente travolti dalle furie rosse, che col loro modo veloce di giocare hanno segnato ben quattro reti, due per tempo, infliggendo all’Italia una delle sconfitte più pesanti.

Il trionfo degli azzurri nei Mondiali del 2006 verrà ugualmente ricordata come grande partita: in quell’occasione l’Italia riusci a dimostrarsi all’altezza della situazione, e mise nel campo tanto spirito quanto voglia di vincere che purtroppo, durante le ultime manifestazioni calcistiche è venuta a mancare.

Coloro che hanno vissuto negli anni Settanta invece non dimenticheranno la bellissima che, ancora una volta, vide trionfare l’Italia nella finale del Campionato Mondiale contro la Germania: ben quattro reti a furono quelle segnate dagli azzurri contro una Germania che sembrava potesse ribaltare il risultato da un momento all’altro, ma nulla poté fare contro la voglia di vincere e la determinazione della formazione azzurra, che conquisto il titolo in Messico.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale invece, il derby di Milano del 1949 viene ricordato come uno dei più spettacolari mai disputati: il Milan, che conduceva per quattro reti ad una, vide un clamoroso sorpasso nel secondo tempo, con un punteggio in favore dei nero azzurri che vinsero il match con un punteggio finale di sei reti a cinque, il quale ancora oggi è ricordato come uno dei derby più ricchi di reti mai disputatosi.

Anche la sonora umiliazione che subii l’Inghilterra per mano dell’Ungheria viene ricordata come una delle più belle partite di calcio di sempre: i maestri del calcio, così come vennero chiamati gli inglesi non si aspettavano di certo una grande resistenza e soprattutto determinazione da parte degli avversari, che li sconfissero per ben sei reti a tre.

Infine, tornando ai tempi recenti, la Fiorenti ha insegnato alla Juventus che sottovalutare l’avversario non porta mai buoni risultati: quel quattro e due infatti è una delle sconfitte che la formazione bianco nera ricorderà per diverso tempo, complice anche l’ottima prestazione di Giuseppe Rossi.

 

Il vero guadagno online!

Voglia di guadagnare online e ottenere tantissimi premi? Se si ha nel DNA la passione per la scrittura, ecco il servizio che fa al caso proprio.

Fidelityhouse, la valida alternativa del web.

Il sito web di FidelityHouse nasce come sorta di alternativa contro il periodo della crisi: grazie al web infatti, sarà possibile ottenere un piccolo guadagno, il quale potrà esser utilizzato per poter richiedere uno dei tantissimi premi presenti nel catalogo.

Nato da un’idea del portale web di Leonardo.it, il sito web si pone lo scopo di rendere il concetto di social e condivisione ancor più importante: basta avere solo tanta pazienza e passione per la scrittura, ed ecco che i soldi, o per meglio dire i punti FI, unica moneta presente sul sito, saranno alla portata di tutti, e soprattutto permetteranno di render più attiva e competitiva la comunità del web.

Come funziona il sito.

Il sito web permette di guadagnare online i punti FI in diversi modi, ed ovviamente il più semplice di questi è quello di partecipare attivamente al sito: ma come bisogna procedere?

Dopo essersi iscritti, inserendo i propri dati nel sito, l’utente potrà parlare di quello che gli pare: attualità, sport, cronaca, gossip, moda e altri argomenti sono quelli che vengono trattati sul sito, ed ogni singolo contenuto assume una grandissima importanza all’interno del sito, dato che grazie al contributo degli utenti che si registrano, questo potrà aumentare la sua importanza e divenire uno dei siti con notizie sempre aggiornate e di qualità.

Anche i video hanno la loro parte: i Vlog, così come vengono chiamati possono esser inseriti sul portale, e gli amanti di questo genere nuovo di pubblicare notizie sicuramente saranno attratti dal fatto che anche un video è sinonimo di FI guadagnati e di premi portati a casa.

La condivisione inoltre assume una grande importanza sul sito: leggere e guardare i video degli altri utenti permetterà a chi compirà queste azioni di poter avere dei FI, ovvero dei punteggi del sito extra, senza quindi dove necessariamente aggiungerne dei nuovi.

Il tutto è quindi collegato al mondo della condivisione e dei social: il mondo di FidelityHouse quindi aspetta gli utenti più ingegnosi e preparati per poter arricchire, con tanti contenuti il sito.

L’unico requisito richiesto è la passione e la voglia di darsi da fare, ed ovviamente tanta attenzione quando i contenuti vengono scritti ed inseriti, in quanto maggiormente ben curato darà il contenuto, maggiori saranno i FI.

I FI ed i premi.

I FI, come detto prima, altri non sono che i punti ottenibili sul sito: ogni contenuto inserito, ogni condivisione e video o qualsiasi altra azione consentita sul sito rappresentano una quantità di FI, i quali permettono agli iscritti di richiedere dei premi.

Diecimila FI equivalgono ad un euro, ma visti i vari metodi per poterli ottenere, è facilmente intuibile come ottenere tanti FI sia facile e veloce, a patto che ci si metta passione ed impegno nel guadagnarli: per quanto riguarda i premi, questi sono di diverso tipo e tantissimi, e per richiederli basterà cliccare sul catalogo presente sul sito, ordinarlo e attendere che questo venga prontamente consegnato.

Tanto impegno e passione per tanti premi: il servizio di Fidelity House è quindi utile soprattutto per sopravvivere in questo periodo di crisi economica e per guadagnare online sfruttando il web.

Cosa sono gli interruttori finecorsa?

Gli interruttori di finecorsa sono strumenti che servono a rilevare i movimenti condotti da un sistema motorizzato ed intervengono per bloccare gli elementi meccanici deputati allo spostamento. Sono dunque dispositivi molto utilizzati in svariati ambiti, poiché svolgono un ruolo essenziale sia in processi di automazione industriale complessi che in apparecchiature di uso comune come ad esempio gli ascensori, che necessitano di finecorsa chiamati ad agire per bloccarne il funzionamento in situazioni emergenziali. Ma questi dispositivi trovano applicazione anche in ambito domestico: si pensi ad esempio ai cancelli automatici o alle tapparelle, sistemi di chiusura che vantano sempre un interruttore di finecorsa in grado di agire sui motori elettrici per arrestare le parti in movimento.

interruttori finecorsa

Di regola i finecorsa, come il nome stesso indica, trovano collocazione nella parte terminale di una corsia, ma sul mercato è possibile intercettare interruttori con caratteristiche specifiche in grado di agire su posizioni intermedie. Per quanto concerne il loro funzionamento, esistono differenti tipologie di finecorsa, come ad esempio quelli elettronici o magnetici: cambia il sistema che fa scattare l’interruttore, ma il fine del dispositivo resta lo stesso. Dunque, a seconda delle esigenze tecniche, sarà possibile indirizzarsi su interruttori di finecorsa di varia natura, realizzati con specifica componentistica e con strutture adeguate ai compiti che dovranno svolgere, ma tutti questi modelli agiranno comunque su quelle parti mobili di un meccanismo che necessitano di essere bloccate in un dato istante.

Proprio per i loro molteplici utilizzi, i finecorsa conoscono numerose varianti, le principali delle quali attengono alla tipologia di funzionamento: quelli elettrici, ad esempio, lavorano come fossero degli interruttori che comunicano ad una centralina l’azione di interrompere l’apporto di corrente elettrica. Questo impulso lanciato dal finecorsa arresterà dunque il movimento. I finecorsa magnetici hanno un altro funzionamento, potendo contare sulla presenza di magneti la cui prossimità tra loro inciderà sul motore che comanda le parti mobili, fermandolo. Ancora, questi interruttori possono essere induttivi, e funzionare quindi come veri e propri sensori di prossimità: in questo caso infatti, i finecorsa saranno in grado di rilevare lo spostamento delle parti mobili e agire dunque di conseguenza. Per la maggiore affidabilità e complessità strutturare, tali tipologie sono spesso utilizzate in ambito prettamente industriale.

Naturalmente, anche i materiali con cui sono costruiti questi dispositivi variano a seconda dei campi di applicazione e dunque in base alle svariate esigenze professionali. Infatti, per usi comuni e domestici si scelgono di regola interruttori di finecorsa realizzati in polimeri plastici, mentre nell’ambito dell’automazione industriale e in contesti particolarmente difficili, questi dispositivi saranno costruiti in metalli e leghe particolarmente resistenti in grado di funzionare anche in presenza di polveri o liquidi. Peraltro, dato che molto spesso il loro impiego attiene a sistemi di sicurezza sul lavoro, si comprende facilmente il motivo per il quale i finecorsa devono garantire affidabilità nel tempo e capacità di resistere all’usura anche in situazioni impegnative.

In definitiva, in commercio è possibile intercettare numerosissimi modelli di interruttori di finecorsa, differenti per tipologia di utilizzo, materiali e specifiche tecniche: tanta varietà si spiega quindi con i tanti campi in cui trova applicazione questo semplice ed utile dispositivo.

Ecco come funzionano le opzioni binarie

INTRODUZIONE: COSA SONO LE OPZIONI BINARIE?

Le opzioni binarie sono dei particolari strumenti finanziari utilizzabili nei mercati, così denominate in ragione del fatto che consentono di scegliere esclusivamente fra due possibili ed opposti esiti, positivo o negativo. Più nello specifico gli esiti di cui prima, sono determinati in base alla tipologia di opzione acquistata, queste possono essere rispettivamente:
- del tipo put, che si acquista quando si ritiene che la quotazione del sottostante (che può essere rappresentato da valute, piuttosto che da merci o da altri strumenti) sarà destinata a scendere;
- del tipo call, che si acquisisce quando si pensa cha la quotazione del sottostante sarà destinata a salire.

LA SCELTA DEL BROKER PER UTILIZZARE LE OPZIONI BINARIE

Ovviamente, per poter utilizzare queste opzioni finanziarie, sarà necessario scegliere uno fra i vari operatori autorizzati presenti sul mercato, rilasciare i dati necessari e depositare una somma utile ad effettuare tali operazioni.
Al giorno d’oggi quasi tutti gli operatori utilizzano il web per compiere le transazioni, quindi garantiscono ampia sicurezza (grazie a testati sistemi di protezione) e celerità nell’eseguire gli ordini degli investitori.
Tutto questo, lo si ribadisce, per quanto concerne gli operatori autorizzati, mentre è preferibile diffidare da coloro che non espongono le autorizzazioni necessarie ad operare in questo campo.

COME FUNZIONANO LE OPZIONI BINARIE

Tornando all’utilizzo delle opzioni binarie, le loro caratteristiche fanno sì che sia uno strumento appetibile per gli investitori, questo grazie alle elevate possibilità di guadagno che concedono, infatti il pagamento per un’operazione andata a buon fine si aggira attorno al 70 o 80 % del capitale investito, di contro, come in ogni operazione potenzialmente molto remunerativa, i rischi di perdita sono consistenti e coinvolgono tutto (o in gran parte) il capitale investito.

Ma come e quando si comprende se una determinata opzione binaria dà i suoi frutti?

L’elemento fondamentale per capirlo risiede nel fatto che dette opzioni hanno un termine, che è l’investitore stesso a stabilire, infatti è possibile determinare, all’atto dell’acquisizione, data e ora esatta entro cui l’operazione si chiude.

Nel preciso istante in cui l’opzione si esaurisce, se la quotazione dello strumento sottostante sarà inferiore a quella del momento dell’acquisto, si otterrà un guadagno avendo scelto un’opzione put, viceversa si avrà un perdita secca in caso di valore superiore. Stesso discorso al contrario va fatto in caso di acquisto di opzione call, con valori superiori a quelli di acquisto si registreranno ottimi guadagni, mentre con valori inferiori si avrà una perdita.

ULTERIORI DETTAGLI SULLE OPZIONI BINARIE

In molti casi è previsto un rimborso (variabile o talvolta non presente a seconda dei broker) di circa il 20 % del capitale, nel caso di operazione dall’esito negativo, al fine di tutelare, almeno parzialmente, il capitale posto in essere dall’investitore. Inoltre, per ciò che concerne il deposito minimo, al fine di poter iniziare ad effettuare queste operazioni, oscilla dai 50 euro fino ai 100-200 euro, a seconda del broker utilizzato.

UN ESEMPIO PRATICO

Per chiarire meglio quanto detto fino ad ora, procediamo nell’esposizione di un esempio numerico.
Supponendo di acquistare un’opzione del tipo call il cui sottostante è il rapporto fra due valute (ad esempio dollaro e euro) e la cui quotazione sia ad esempio di 1,20, investendo un capitale di 100 euro, nel momento in cui scade il termine preimpostato se il valore sarà al di sopra di 1,20, ad esempio 1,21 si avrà diritto al payout, viceversa con un valore inferiore, si pensi a 1,19 o anche meno, si subirà una perdita secca.
Consistendo nel 70-80 % il payout, nel caso l’operazione sia andata a buon fino si guadagneranno 70-80 euro, mentre nel caso opposto si perderanno i 100 euro investiti, con l’opportunità, come detto in precedenza, di recuperarne circa 20.

Cosa sono le quote delle scommesse sportive

Scopriamo nel dettaglio le quote nelle scommesse sportive

Le quote sono valori numerici che permettono di capire fin da subito quanto potremo vincere se la nostra scommessa ha un esito positivo.
Ad ogni scommessa sportiva quindi è associata una quota.
Questa viene stabilita da persone altamente competenti in materia sia sportiva che matematica, chiamati bookmaker.
Dietro il calcolo delle quote c’è un accurato studio matematico e anche un processo mentale particolare per ogni competizione sportiva.
Per semplificare, ad un evento, con grande probabilità che si verifichi, verrà assegnata una quota molto bassa, mentre un evento raro, avrà una quota più alta.
Questo perché lo scommettitore ha sicuramente più possibilità di azzeccare l’evento scontato, per cui l’agenzia di scommesse con il sistema delle quote cerca di razionalizzare al massimo le entrate e di limitare al minimo le uscite dovute alle vincite.
Se la quota è bassa significa che la probabilità di vittoria è alta, ma l’eventuale vincita sarà bassa, viceversa se la quota è alta significa che la probabilità di vittoria è bassa, ma l’eventuale vincita sarà alta.
Facciamo un esempio:
nella gara di calcio fra Inter-Lazio, sicuramente per precedenti risultati, potenziale, storia, fattore casa etc. sarà favorita l’Inter.
Uno scommettitore quindi punterebbe quasi sicuramente sull’Inter vincente.
Per fare l’esempio consideriamo solo i 3 esiti più classici 1-X-2 (anche se le agenzie di scommesse al giorno d’oggi ti permettono di scommettere su qualsiasi possibile sfaccettatura di un match).

1: 1.80
X: 2.65
2: 2.90

Se come abbiamo detto puntassimo, 10 euro per esempio, sull’Inter vincente, in caso di esito positivo della nostra scommessa, prendiamo il montepremi realizzato grazie alla quota più bassa a disposizione, ovvero 10 * 1.80 = 18 euro.
Se invece da grandi intenditori di scommesse, avessimo saputo che la Lazio per un motivo o per un altro poteva avere possibilità reali di vittoria e avessimo puntato i nostri 10 euro sulla Lazio vincente, e così sarebbe finita la gara, la quota di 2.90 ci avrebbe fatto realizzare 29 auro.

Ci sono diversi modi per indicare una quota per una scommessa sportiva: possono essere numeri frazionari(soprattutto all’estero), numeri decimali(più diffusa in Italia) o numeri decimali anticipati dai segni + o – (quest’ultima modalità utilizzata solo negli Stati Uniti D’America).

I team di bookmaker creano le quote 24 h su 24 h facendo turni di lavoro per poter “coprire” tutti gli eventi sportivi su cui il pubblico desidererebbe scommettere.
I bookmaker studiano anche i comportamenti e quindi i processi mentali che contraddistinguono gli scommettitori più bravi, i più vincenti, così da anticiparne le mosse e creando delle quote adatte ad ogni potenziale evento oggetto di scommessa da parte di questi “fuoriclasse” del gioco d’azzardo.
La bravura dello scommettitore sta proprio nel capire quando una quota può essergli più o meno favorevole, a seconda delle conoscenze maturate per l’evento scelto sul quale effettuare la scommessa.

Cerchie Google Plus italiane

Plusdir.it è “la directory dei profili Google Plus“, un nuovo punto di incontro sul web che offre la possibilità di cercare tra una vasta tipologia di profili di veri utenti, selezionati anche in base a precise caratteristiche che a noi possano interessare di più.

Nella home page è spiegato tutto e per questo da subito si può cominciare a utilizzare le potenzialità di Plusdir come per esempio aggiungere nuovi amici aumentando i partecipanti alle proprie cerchie oppure entrare noi stessi in nuove cerchie, cominciare a chattare con persone che vivono in altre nazioni e che hanno altre culture, conoscere nuovi luoghi e condividere le diverse esperienze.

La ricerca permette di selezionare direttamente la nazione interessata scegliendola da una lunghissima lista di paesi nel mondo oppure di trovare quegli utenti che svolgono un determinato tipo di occupazione ed incontrare così in quest’ultimo caso, persone che facciano lo stesso nostro lavoro e che ci possano dare informazioni professionali o anche offrire nuovi sbocchi e nuove idee a livello lavorativo.
E’ possibile ispezionare all’interno della propria città per trovare non solo una nuova occupazione ma anche nuove amicizie non troppo lontane da noi.
La ricerca casuale apre una finestra su tutti i presenti e permette semplicemente di incrementare la propria comunità virtuale con altri profili e arricchire così la condivisione.

Nella sezione directory dei profili Google Plus, si apre un pannello sul quale si possono selezionare le proprie preferenze di ricerca scegliendo per esempio la lettera con la quale inizia il nome di chi si sta cercando o la città con la quale si vuole entrare in contatto per informazioni o amicizia.

Nella home page ci sono 5 tasti di ricerca: nazione, città, professione, directory e il tasto casuali.

Tramite questi, Plusdir offre la possibilità di ottenere un risultato più completo e preciso in pochissime mosse.

Il sito è molto semplice e intuitivo: basta inserire l’ID Plus o il proprio cognome e si può cominciare.

Come diventare avvocato cassazionista

La Suprema Corte di Cassazione costitusce il terzo e ultimo grado di giudizio nel sistema processuale italiano e rappresenta, in una scala ideale, il più alto gradino della giustizia.

Il percorso per consentire ad un avvocato di accedere al patrocinio presso le giurisdizioni superiori è recentemente cambiato in virtù della riforma forense, approvata il 21 Dicembre 2012, che ha introdotto numerose novità in materia.

Il campo dell’avvocatura con stretto riferimento alle norme per l’iscrizione all‘albo speciale dei Cassazionisti, è stato disciplinato l’ultima volta nel 1936 e necessitava, dunque, di provvedimenti atti alla regolamentazione di una professione così antica e nobile ma, negli ultimi tempi, fortemente penalizzata dai grandi numeri, dalla crisi economica e dal, conseguente calo del contenzioso.

attilio pacifico

In passato, un avvocato,come dimostra la biografia dell’avvocato Giampiero Martini, per potere diventare patrocinante in Cassazione, aveva due strade davanti a sè, poteva lasciare trascorrere il tempo e, dopo dodici anni dalla data di iscrizione presso l’albo forense, diventare cassazionista automaticamente, oppure, decidere di affrontare un esame davanti ad una commissione presso il Consiglio Nazionale Forense, dimostrando di avere un esercizio continuativo della professione, ed in particolare, provando documentalmente di avere difeso in almeno venti processi penali. Ciò veniva richiesto tassativamente in modo da consentire l’ingresso presso le giurisdizioni superiori a coloro i quali, nonostante la giovane età o lo scarno numero di anni di esercizio, effettivamente svolgevano compiutamente la professione in tutti gli ambiti.

La nuova disciplina, introdotta dalla riforma, prevede anch’essa due possibili opzioni per il raggiungimento dello scopo finale. Un’alternativa prevede l’iscrizione presso il consiglio dell’ordine degli avvocati del tribunale circondariale di appartenenza per poi prepararsi, in maniera autonoma, al superamento di un esame a Roma, presso il Consiglio Nazionale Forense che dovrà valutare se l’avvocato è dotato dei requisiti di preparazione tali da potere affrontare le magistrature superiori.

Un’altra alternativa prevede, invece che l’avvocato frequenti, contestualmente allo svolgimento della propria attività, la Scuola Superiore dell’Avvocatura, presente a Roma come fondazione del Consiglio Nazionale Forense, superando con profitto una prova finale.

Da un’attenta analisi delle nuove norme introdotte in materia dalla riforma forense, è agevole pensare che il Legislatore abbia voluto, attraverso di essa, instaurare un sistema più meritocratico circa l’accesso presso gli albi speciali.

In passato pochi, pochissimi avvocati raggiungevano il patrocinio presso le magistrature superiori in seguito al superamento di un esame. Tutti o la stragrande maggioranza lasciavano trascorrere semplicemente il tempo utile per poi diventare di diritto cassazionisti.

La grande innovazione del recente disposto normativo, costituente un importante punto di rottura rispetto al passato, sta nell’avere stabilito un sistema totalmente meritocratico che apre al patrocinio in Cassazione solo ed esclusivamente a coloro i quali superino con successo gli esami di sbarramento.

Stante il gran numero degli avvocati, il decremento del volume d’affari anche a causa delle liberalizzazioni, un mercato che non sempre consente di esprimersi secondo le proprie specializzazioni, questa è certamente un’ottima riforma, soprattutto per i legali più giovani.

Cos’è la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro

I Cavalieri del Lavoro, in Italia, sono piuttosto numerosi e sono tutti riuniti nella Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro, che ha sede a Roma, e che svolge principalmente compiti di rappresentanza.
Si diventa Cavalieri del Lavoro su nomina del Presidente della Repubblica, grazie a un’onorificenza che fu istituita nel lontano 1901 dall’allora regnante italiano Vittorio Emanuele III per dar merito a coloro che si erano distinti nella loro attività lavorativa con particolare merito e orgoglio per il popolo italiano nel settore agricolo, industriale o commerciale.

attilio pacifico cavaliere del lavoro

Era un modo per premiare e per omaggiare le eccellenze italiane che si è mantenuto immutato negli anni e tutt’oggi, ogni anno, vengono proclamati dei nuovi Cavalieri del Lavoro che rappresentano la crema del settore imprenditoriale del nostro Paese, che ha sempre dato al mondo illustri esponenti in tutto il settore, portando l’eccellenza italiana sul tetto del mondo. Il titolo di Cavaliere del Lavoro viene attribuito indifferentemente a uomini e donne direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica in carica, che sostituisce la figura che, al momento dell’istituzione dell’ordine, era il Re d’Italia, uno dei più recenti cavalieri del lavoro è stato l’avvocato Attilio Pacifico.

Col tempo, tutti quelli che hanno ricevuto questa prestigiosa onorificenza hanno ritenuto di doversi raccogliere in una Federazione, in modo da avere un consiglio che potesse proporre e coordinare le attività a di rappresentanza a cui sono chiamati tutti i Cavalieri, oltre che creare tavole di discussione sui problemi collegati al lavoro: i Cavalieri del Lavoro, avendo sempre operato sul campo e conoscendo alla perfezione le dinamiche del lavoro dei loro specifici settori, sono certamente idonei a trattare e a consultarsi in materia lavorativa, trovando e proponendo idee e soluzioni alle istituzioni.

La Federazione ha radici molto profonde, purché fu istituita ufficialmente nel 1922 garantendo migliori soluzioni di contatto tra i Cavalieri appartenenti a uno stesso gruppo, a cui si viene associati per appartenenza territoriale. Sono in tutto nove i gruppi regionali, suddivisi tra gruppo Piemontese ( che raggruppa anche la Valle d’Aosta), gruppo Lombardo, gruppo Ligure, gruppo Triveneto (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto), gruppo Emilia Romagna, gruppo Toscana, gruppo centrale (che comprende tutte le regioni del centro Italia fino al Molise e la Sardegna), gruppo Mezzogiorno (che comprende tutte le regioni peninsulari meridionali) e gruppo Siciliano.

La Federazione è molto impegnata nell’ambito del sociale e lavorativo, periodicamente i gruppo si riuniscono tutti presso un’unica sede per le riunioni nazionali, ma più spesso avvengono le riunioni dei gruppi regionali, per concordare le attività di lavoro nel sociale, per trovare soluzioni contro la disoccupazione, per diffondere ed esaltare il Made in Italy e per aiutare le famiglie dei Cavalieri dei Lavoro prematuramente deceduti in situazioni tragiche.

Ma la Federazione dei Cavalieri del Lavoro è sempre attenta anche alle nuove leve lavorative, alle eccellenze italiane, offrendo borse di studio e stage per i giovani che si distinguono per particolari capacità, dando loro la possibilità di poter avere una formazione d’eccellenza per diventare, forse, in futuro i nuovi Cavalieri del Lavoro. Si tratta di un’attività fondamentale per il tessuto sociale e lavorativo italiano, perché in questo modo le eccellenze vengono trattenute nel nostro Paese e non si rischia che vadano a contribuire alla crescita e al prestigio di altre nazioni.

Il tuo SEO nella città di Milano

Con l’avvento di internet sono state create altre nuove professioni che si occupano di una corretta gestione dei siti on-line. Uno di questi è il SEO Milano. Ma quali sono le mansioni del SEO? Proviamo a vederle insieme.

La parola SEO ha più significati: uno di questi è SEARCH ENGINES OPTIMIZATION, se ci si riferisce alle varie azioni che intraprende un informatico per far risultare nei primi posti dei vari motori di ricerca il proprio sito web. Se però ci riferiamo al professionista stesso, intendiamo il SEARCH ENGINE OPTIMIZER.

Il SEO deve, attraverso l’aiuto di macchine e software, acquisire i vari documenti che formano il WEB rifacendo gli stessi percorsi, e classificare queste informazioni attraverso speciali algoritmi che determinano la rilevanza di ogni singolo argomento.

Per effettuare queste operazioni, il SEO deve prestare molta attenzione al lavoro che svolge. Questo perchè i pericoli possono essere sempre dietro l’angolo e i software a sua disposizione per effettuare questo lavoro servono ad ovviare questi problemi.

I software a disposizione del SEO devono essere in grado di capire la rilevanza dei contenuti analizzando i link che puntano ad essi; decifrare i documenti scritti con tecnologia FLASH o CMS; catturare i vari metodi di spam volti a penalizzare le pagine web coinvolte in queste pratiche.

Quando un SEO rileva uno dei fattori sopraccitati, lo inserisce negli algoritmi e contribuisce di conseguenza ad ampliare il livello di conoscenza del software. Proprio per questo i parametri sono in continua evoluzione, e insieme ad essi cambiano anche i risultati.

Il SEO, a riguardo di ciò, deve essere in grado di applicare tecniche sofisticate per raggiungere una buona posizione sui motori di ricerca; queste conoscenze devono poi essere mantenute.

Quando gli spammer si concentravano sulla densità di parole chiave per applicare gli spam, la professione del SEO non esisteva ancora, ma questa tecnica è stata neutralizzata grazie all’identificazione dei diretti interessati attraverso speciali controlli. Gli spam però non demordono ed ora hanno introdotto il link popularity, ovvero inserire link manualmente per incrementare reti di siti web allo scopo di ottenere più click possibili. L’”antidoto” a questo problema non è stato ancora individuato, ma un buon SEO Milano deve essere in grado a prevenire questo problema creando un sito il linea con l’argomento che si desidera trattare offrendo un’ampia varietà di contenuti aggiornato ed arricchito quotidianamente; costruire una serie di link che indirizzano ad altri siti che trattano lo stesso argomento fornendo all’utente la possibilità di navigare sull’argomento senza dover tornare sempre sul motore di ricerca.

 

 

Gli step per il deposito del marchio

Il marchio è un segno distintivo da valorizzare e tutelare, che per diverse caratteristiche, tra cui la forma, il colore, il disegno, le parole utilizzate e le relative combinazioni della sua composizione, ci permette di differenziare il nostro prodotto/servizio da altri presenti sul mercato.

La registrazione di un marchio consente:

• Il diritto esclusivo sull’utilizzazione dello stesso.

• L’identificazione della provenienza.

• Crea un’identità forte con il pubblico e permette la distinzione del nostro prodotto o servizio dagli altri presenti nel mercato.

Che cosa è possibile registrare:

Non deve essere uguale ad altri marchi già depositati.
• Deve distinguere il prodotto/servizio in maniera efficace, evitando di cadere nella banalità.
• Non deve essere in contrasto con la morale.
• Non deve trarre in inganno sull’origine del prodotto/servizio.

E cosa non è possibile:

• I segni che rappresentano stemmi internazionali, emblemi ecc…
• I segni di proprietà altrui
• I segni che richiamano la natura stessa del prodotto

È utile eseguire una ricerca prima del deposito di un marchio per verificare che non sia già stato usato, in modo tale da non ritrovarsi in conflitto con il titolare di un marchio simile o identico a quello che vogliamo depositare.

Chi può registrare un marchio:

deposito di un marchio

Un marchio può essere registrato da chiunque, non è necessario avere una partita IVA, inoltre è possibile cederlo in licenza a terzi.
Anche un gruppo di persone fisiche può registrare un marchio, in questo specifico caso è bene che le parti stabiliscano delle regole sulla sua utilizzazione.
Ci si può affidare per le pratiche che riguardano il deposito di un marchio anche a degli studi professionali molti dei quali operano anche on-line, in modo tale da essere seguiti al meglio evitando errori che possono rallentare e complicare la domanda. Avvalersi di figure professionali non è obbligatorio, possiamo presentare la domanda anche da soli.

Come registrare un marchio:

La domanda di  deposito e registrazione del marchio può essere depositata presso qualsiasi camera di commercio, che poi provvederà a farla pervenire all’ufficio italiano brevetti e marchi.

Che cosa deve contenere la domanda:

• Modulo C (un’originale più quattro copie) sull’originale va apposta la marca da bollo.
• Ricevuta di versamento all’agenzia delle entrate relativa agli importi delle tasse
• Ricevuta del pagamento dei diritti di segreteria della camera di commercio dove è stata fatta la domanda.
• Nel caso in cui si registri un marchio collettivo e bene allegare il regolamento che contiene le disposizioni sull’uso di tale marchio.

Durata e validità:

Il marchio ha una validità di dieci anni dalla data di deposito ed è rinnovabile.

Differenza tra “marchio registrato” e “marchio depositato”:

Il marchio è da considerarsi registrato quando una volta portata a termine la domanda gli viene assegnato un numero di deposito che lo identifica e lo rende tutelabile.
In seguito l’ufficio italiano brevetti e marchi controllerà se sono presenti tutti i requisiti per procedere alla registrazione, terminata la procedura, sarà assegnato un numero di registrazione che lo rende a tutti gli effetti un marchio depositato.

Registrare un marchio all’estero:

I diritti riguardanti l’uso di un determinato marchio sono validi solo nello Stato in cui è stata fatta la registrazione.

• Se si vuole che il proprio marchio sia tutelato anche all’estero, bisogna presentare la domanda di registrazione all’ufficio nazionale marchi dello Stato estero di nostro interesse, seguendo le procedure proprie di ogni ufficio nazionale.

• Registrazione marchio comunitario: questo marchio è registrato presso l’ufficio dell’armonizzazione del mercato interno, con sede ad Alicante in Spagna, è valido in tutto il territorio dell’unione europea, la sua durata è decennale ed è rinnovabile.

• Registrazione di marchio internazionale, valido nei paesi che aderiscono al protocollo di Madrid.