
Il periodo della strategia della tensione in Belgio presenta una serie di somiglianze e di punti in comune con l’Italia. Questi passano per una serie di fatti tra cui si possono elencare:
- la storia della banda del Brabante-Vallone (1982-1985)
- la vicenda criminale di Patrick Haemers
- la strutturazione di nuclei Stay Behind in cellule di guerra non ortodossa inserite all’interno degli apparati di sicurezza e di polizia militare
- per la presenza e la strategia operativa delle Cellules Communistes Combattantes (giugno 1983)
- la presenza di personaggi come Elio Ciolini, nome noto in Italia per i depistaggi alle indagini sulla strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980) e sulla scomparsa dei giornalisti italiani Italo Toni e Graziella De Palo (Beirut, 2 settembre 1980).
Lo scopo di questa inchiesta è quello di studiare i fenomeni criminali che si verificano in Belgio tra la fine degli anni settanta e per tutti gli anni Ottanta fino ad arrivare al decennio successivo con il caso Dutroux e le coperture fornite in fase di indagine al suo entourage. Quest’ultimo episodio, infatti, oltre a mettere in evidenza pratiche investigative volte più ad attività di dossieraggio che di prevenzione-repressione del crimine, ha inferto un ulteriore colpo alla gendarmerie belga, definitamente sciolta nel 2001 e assorbita da corpi civili di polizia.
Lo scopo di quest’attività è quello di realizzare una serie di reportage che raccontino al lettore italiano una stagione di terrore all’estero. Al momento la conoscenza dei fatti eversivi europei si limita infatti per lo più alla situazione tedesca (con la Rote Armee Fraktion, Raf) e alle attività delle organizzazioni filopalestinesi nel Vecchio Continente (con relativi interventi repressivi degli apparati di sicurezza israeliani). Una volta che questi dossier e materiale fotografico saranno pronti, li si raccoglierà in un volume che riunisca e approfondisca l’esito della ricerca.
In collegamento a questo lavoro, sarà realizzato anche un archivio web con le informazioni raccolte in modo che la documentazione possa essere accessibile a tutti. La licenza del materiale sarà una di quelle messa a disposizione da Creative Commons per incentivare la loro circolazione.
Il percorso online non sarà però l’unico. Si prevede infatti un ciclo di articoli sulla stampa cartacea (editore individuato) e un libro (editore da individuare). I tre canali sono stati pensati per dare la maggior diffusione possibile agli esiti dell’inchiesta e la scelta del copyleft per fornire maggior vigore a questa diffusione.
- raccolta di documentazione da remoto attraverso contatti con giornalisti, investigatori ed esperti locali
- almeno due viaggi in Belgio per raccogliere interviste, documenti e materiale audio e video
- acquisizione di libri (allo stato attuale della valutazione una decina di volumi) specializzati
- acquisizione di documentazione italiana da confrontare con quella belga






