Scritto da Antonio Rossano 4 Commenti
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Siamo nel 2010. La tecnologia è divenuta un elemento imprescindibile nella vita quotidiana di chiunque. Ci avvolge e ci guida nelle nostre attività. L’ intuizione mcluhaniana sulla valenza contenutistica dell’ infrastruttura “the medium is the message” può essere considerata, in questa epoca, come una fotografia della realtà e la rete neurale globale ci ha reso “neuroni” e sinapsi di una intelligenza collettiva fatta di informazioni, notizie e idee.

Purtroppo però,  questa evoluzione tecnologica non corrisponde ad un equivalente emancipazione sociale ed economica. Anzi la crisi economica globale, la più violenta dal 1929 ad oggi, ha ripiegato l’ umanità su se stessa, incapace di distaccarsi da modelli economici, politici e sociali, che non sono più congrui con questo pianeta di 7 miliardi di abitanti.

Il capitalismo, ha dimostrato in questa crisi come non possa essere o rappresentare la forma economica del futuro: l’ accumulo di ricchezze e di capitali è un meccanismo che viaggia nella direzione opposta del progresso dell’ umanità e di una sua crescita complessiva e distribuita. La diseguaglianza e l’ impero non sono più modelli sociali sostenibili.

E questa crisi ha investito in maniera strutturale il mondo dell’ informazione e dell’ editoria, peraltro già in difficoltà da alcuni anni. Una crisi, questa dell’ editoria legata imprescindibilmente al progresso tecnologico ed al passaggio epocale dalla forma cartacea delle informazioni a quella elettronica. Le notizie, oramai diffuse e ripetute infinite volte dalla rete, con velocità e tempi fulminanti, hanno perso il loro valore intrinseco: ovvero non vendono più.

Non entriamo nel merito di questa complessa problematica sui modelli economici del mondo dell’ informazione che impegna e coinvolge analisti, esperti di comunicazione, economisti, vecchi padroni di giornali e feudatari vari in cerca di ricollocazione.

Non vogliamo entrare nel coro delle voci e delle ipotesi. Abbiamo scelto la via del “fare”. Con questo sito, che vuole rappresentare un esperimento di risorsa sociale disponibile, semplice ed alla portata di tutti. Vogliamo essere una infrastruttura che possa consentire a chi ha un minimo di buona volontà ed un impegno relativo, di portare avanti un idea, finanziandola attraverso la solidarità sociale.

Youcapital è una piattaforma (tecnologicamente semplice e minimalista) aperta per chi, nel mondo dell’ informazione, del giornalismo e della comunicazione vuole mettersi in gioco, lanciando un idea, verificando se piace, se riscontra, se è condivisibile.  Chi propone un idea diviene il centro di un gruppo sociale: il gruppo dei suoi amici, conoscenti, contatti più o meno vicini. Da questo centro parte un messaggio: “ciao ti ricordi di me sono tizio, il tuo amico, ho una buona idea che è : …… . Mi ci metteresti un soldino sopra?”

Ma con l’ Associazione Culturale Pulitzer non saremo solo una piattaforma: siamo una infrastruttura a sostegno dei progetti completa, un network  partecipativo di risorse e di persone che operano già nel mondo dell’ informazione e possono dare il loro contributo a chi lo richiede, creando un meccanismo virtuoso collaborativo e di reciproca solidarietà.
Partecipa: redazione@youcapital.it


categorie: The Blog, crowdfunding

4 Commenti

  1. admin scrive:

    Il crowdfunding è un sistema sul quale fondare una base per un nuovo tipo di economia. Il sociale esteso ai progetti di giornalismo!

  2. Cristiano scrive:

    Complimenti davvero, ottima idea! Diamogli le gambe adesso… vi segnalo questo post http://www.cristianolucchi.it/2010/03/10/con-youcapital-it-il-giornalismo-si-paga-da-solo-e-torna-a-fare-informazione/
    A presto!
    Cris

  3. Paola F. scrive:

    Bello, interessante, stra-utile!

  4. matteo scrive:

    Un altro sito per il crowdfunding… direi che ci voleva proprio!

    complimenti ;)

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