Edilizia scolastica: pronto l’elenco dei Comuni beneficiari

Sono state stanziate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca i fondi per l’adeguamento antisismico delle scuole. L’elenco degli istituti scolastici beneficiari è stato pubblicato sul sito web del Ministero guidato da Valeria Fedeli.

Al via gli interventi di adeguamento per le scuole

Sul piatto di sono 1,058 miliardi di euro, in ballo ci sono ben 1.739 interventi per l’adeguamento degli istituti scolastici. È un primo passo, ma importante per garantire la sicurezza e l’agibilità di molti edifici. Gli interventi interesseranno soprattutto adeguamenti antisismici. L’elenco dei primi beneficiari è disponibile, da pochi giorni, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Qui è possibile trovare l’elenco dei Comuni a cui sono stati destinati le risorse destinate prevalentemente all’adeguamento alla normativa antisismica delle scuole, stanziate dalla Legge di bilancio per il 2017 (numero 232 del 2016).

Le tappe della procedura

Arriva a febbraio, quindi, l’elenco dei Comuni interessati da queste risorse. Il primo passo in questa direzione è stato compiuto lo scorso novembre, quando è stato raggiunto l’accordo sui nomi dei Comuni, in Conferenza Unificata, sulla base delle programmazioni regionali. Solo un mese dopo, a dicembre, Valeria Fedeli, alla guida del Miur, ha firmato il relativo decreto che, ora, completato l’iter, è disponibile sul sito del Ministero insieme all’elenco dei Comuni beneficiari. Il prossimo step sarà quello di avviare i cantieri e gli interventi, garantendo il massimo livello di sicurezza ed efficienza anche grazie alla strumentazione adeguata, che può essere scelta anche on line su portali come Giffi Market che offre un’ampia scelta di benne e altre attrezzature professionali.

Il commento del Ministro

Valeria Fedeli, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, così commenta la novità: “Sull’edilizia scolastica, in questi ultimi quattro anni, c’è stata una svolta: sono stati investiti quasi 10 miliardi, ma abbiamo operato anche sul fronte della governance, istituendo un Osservatorio dedicato, atteso da quasi 20 anni. Abbiamo ora una Programmazione unica nazionale, ovvero un elenco di priorità effettive sulle quali intervenire, abbiamo un’Anagrafe con tutti i dati sullo stato delle nostre scuole. Abbiamo fatto delle scelte importanti non solo per mettere in sicurezza gli edifici, ma anche per innovare gli ambienti educativi. Scelte e azioni concrete che mettono al centro le nostre giovani e i nostri giovani. E con essi lo sviluppo del Paese a partire dal sistema di istruzione e formazione. In questo quadro, l’antisismica ha un ruolo importante. Le risorse che stiamo dando ai Comuni – aggiunge il Ministero – erano molto attese e abbiamo lavorato velocemente per consentire subito i necessari interventi”. Sul tema interviene anche il sottosegretario con delega all’edilizia scolastica, Vito De Filippo: “Sull’edilizia è stato fatto e continuiamo a fare un lavoro significativo che mette al centro le studentesse e gli studenti con un rinnovato impegno anche sulle scuole secondarie di secondo grado. Fino all’ultimo lavoreremo al Ministero per portare avanti il Piano nazionale che in questi anni ha consentito interventi importanti sul nostro patrimonio edilizio”.

Gli interventi

A cosa saranno destinate queste risorse? Prioritariamente i fondi messi a disposizione dei Comuni saranno utilizzati per interventi di adeguamento sismico o, in alternativa, per la nuova costruzione finalizzata alla sostituzione di edifici esistenti. Si opterà per questa strada quando l’adeguamento sismico si dimostrerà inadeguato. Le risorse potranno essere spese anche per interventi finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture, perinterventi di messa in sicurezza resisi necessari a seguito delle indagini diagnostiche sui solai e sui controsoffitti e per interventi per l’adeguamento dell’edificio scolastico alla normativa antincendio previa verifica statica e dinamica dell’edificio.

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Vasi vetro: come trasformarli in oggetti di design

I vasi in vetro con un pò di creatività e fantasia possono diventare dei veri e propri oggetti di design.

Questi, infatti, arricchiscono ogni angolo della casa e danno un tocco di colore e creatività ad un particolare ripiano, ad un mobile o a un preciso angolo della casa, rendendolo più completo e sofisticato.

Essi possono essere trasformati in eleganti ed originali complementi d’arredo capaci di donare ad uno spazio vuoto un tocco di stile, raffinatezza e freschezza.

Che siano da terra oppure sospesi, i vasi in vetro arricchiscono molto l’ambiente e trasformano gli interni dando loro un volto completamente nuovo.

Il vetro è un elemento molto raffinato e lo si può lavorare in diversi modi; inoltre un vaso in vetro può essere sistemato dovunque all’interno della propria casa: in bagno, su una mensola del salotto, in camera da letto o sul tavolo in cucina.

Qualsiasi angolo è adatto per poter essere decorato con questi affascinanti oggetti con stile, gusto e ricercatezza.

Non importa che sia un appartamento in stile contemporaneo oppure con uno stile d’arredo più classico: i vasi in vetro si inseriranno alla perfezione nel vostro ambiente per contrasto o assonanza.

 

Vasi in vetro dallo stile moderno

 

Coloro che amano uno stile più moderno possono scegliere vasi in vetro dalle figure geometriche o astratte, o dalle linee irregolari, nei colori neutri oppure in vetro trasparente.

Quelli più interessati ad uno stile vintage possono invece scegliere dei vasi in vetro dalle forme più delicate e sinuose e dai colori più accesi, per dare vivacità e calore al proprio ambiente.

 

I vasetti degli alimenti

 

Attraverso il riciclo creativo si può recuperare qualsiasi recipiente in vetro, come ad esempio i vasetti degli alimenti.

Basta un pò di fantasia per trasformare un semplice recipiente in un bel vaso in vetro per piante e fiori.

Molto d’effetto anche i vasi in vetro sospesi; basta aggiungere qualche piantina, qualche candela o qualche fiore di campo al loro interno per renderli davvero unici e speciali.

L’importante è ricordare sempre che arredare casa è una vera e propria arte e che dunque anche un vaso necessita di una collocazione ben precisa, studiata attentamente e non di certo affidata al caso.

 

Vaso damigiana in vetro

 

vaso vetro ingrossoUn altro oggetto che si può riutilizzare attraverso il riciclo è la damigiana in vetro.

Questo manufatto, ormai caduto in disuso, può personalizzare il nostro appartamento con un tocco particolare di originalità, divenendo un elemento molto decorativo all’interno dell’ambiente in cui esso viene collocato.

Può sembrare singolare, quasi incredibile, dato che questo è un oggetto divenuto obsoleto; in realtà negli ultimi tempi è tornato di moda e con esso si possono realizzare decorazioni molto graziose e davvero gradevoli per la propria casa.

La damigiana infatti può diventare un vaso da cucina, oppure un centrotavola molto carino e decorativo per il tavolino del nostro salotto, oppure un semplice contenitore da poter utilizzare come meglio crediamo, a seconda del nostro estro e della nostra fantasia.

Alla fine, comunque, decorare la propria casa con un vaso damigiana in vetro si rivelerà una soluzione facile, pratica e veloce per arredare. In cucina, in salotto o in camera da letto, questo oggetto saprà inserirsi con semplicità e stile in ogni tipo di ambiente.

Questo perché la damigiana racchiude un particolare fascino, tutto suo, poiché evoca il passato; ciò la rende perfetta per decorare anche da sola, senza accessori o fiori al suo interno.

Basterà semplicemente posizionarla in qualsiasi angolo della nostra casa, su un tavolino o sul pavimento, per catturare lo sguardo di chiunque entrerà in casa nostra!

 

Fonte: complementieregali.com

installare una piscina interrata a casa

Piscina interrata: si o no?

Molte persone non si concedono il lusso delle piscine interrate, perché temono che la spesa per l’installazione sia eccessiva e che sia necessario effettuare molti passaggi burocratici prima di cominciare i lavori. Inoltre perché temono che, con le piscine interrate, l’abitazione venga inserita nella classe delle abitazioni di lusso, portando a maggiori esborsi per tasse sugli immobili e IRPEF.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questi punti, per vedere se effettivamente tutti questi dubbi e preoccupazioni siano reali o meno

Piscina interrata senza aumento delle tasse

La presenza di una piscina interrata non è sufficiente ad aumentare le tasse comunali per un immobile, o a causare un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, in quanto una piccola piscina non necessita di spese eccessive per essere posizionata e neppure di ingenti spese di manutenzione.

Anche gli abitanti di un piccolo condominio potrebbero permettersi di costruire una piscina in giardino, senza che questo li faccia rientrare in una categoria censuaria elevata.

Casi in cui l’abitazione rientra nella classe di lusso

Perché una abitazione rientri nella classe catastale “abitazioni di lusso” è necessario che presenti almeno 4 dei requisiti base di questa classe; per quanto riguarda le piscine interrate, le abitazioni di lusso devono possedere una piscina che superi gli 80 metri quadrati di superficie, mentre la maggior parte delle piscine diffuse nei giardini italiani hanno dimensioni assai minori, intorno ai 20-50 metri quadrati.

Oltre alla piscina interrata, una casa di lusso deve avere finiture di lusso, una superficie abitabile superiore ai 160 metri quadrati, deve presentare un ascensore o un montacarichi, deve avere terrazze che occupino più di 65 metri quadrati, oppure i soffitti decorati con stucchi o affreschi; anche la presenza di un campo da tennis può concorrere a far rientrare un’abitazione nella classe di lusso, ma deve coprire un’area superiore ai 650 metri quadrati.

Costruire una Piscina interrata a casa: le cose da sapere e procedura burocratica da seguire

Oggi esistono aziende che offrono l’installazione di piscine interrate a prezzi davvero vantaggiosi, che non necessitano di una spesa da gran signori.

Inoltre per iniziare i lavori per l’installazione di piscine interrate è semplicemente necessario comunicare al Comune la Denuncia di Inizio Attività: gli uffici comunali hanno 30 giorni per opporsi a tale denuncia, trascorso questo tempo è possibile cominciare i lavori di posizionamento della piscina interrata.

È comunque importate controllare in Comune che non esistano vincoli paesaggistici particolari, che definiscono le forme installabili di piscine interrate, o che ne vietano la costruzione.