Soluzione all’alopecia: Autotrapianto di capelli

L’autotrapianto di capelli è una tecnica all’avanguardia che si propone di venire incontro a chi, per motivi diversi che di solito hanno a che fare con l’età e una determinata predisposizione genetica, è portato a perdere i capelli fino all’estrema conseguenza, ossia la calvizie, molto difficile da accettare soprattutto per i più giovani che desidererebbero una chioma ancora folta.

Come dice lo stesso nome, l’autotrapianto di capelli e un trapianto che avviene utilizzando i propri capelli ancora vivi. Si tratta di una particolare tecnica di infoltimento indicata soprattutto quando si tende a perdere capelli a chiazze: in questo caso, infatti, in alcune zone la chioma tende a diradarsi sempre più, mentre in altre i capelli si conservano più a lungo.

Proprio questi capelli vengono utilizzati nell’autotrapianto per re-infoltire le zone che presto potrebbero diventare completamente calve. Il cuoio capelluto affetto da calvizie o da progressivo diradamento si caratterizza per la presenza sempre più scarsa di follicoli piliferi vitali, cioè i cosiddetti capelli vivi, quelli che ancora mantengono le loro funzioni originarie tra cui quella, importantissima, di rigenerarsi.

L’autotrapianto di capelli vivi consiste nel trasferimento di follicoli piliferi in vita, quelli che dal punto di vista genetico non sono affetti da calvizie e dunque restano definitivi anche in chi soffre di questa patologia non grave ma indubbiamente imbarazzante, soprattutto in una società come la nostra, dove l’apparenza è fondamentale. Si procede in questa maniera: innanzi tutto si prelevano i capelli vivi assieme ai loro bulbi; in una seconda fase avviene il trapianto vero e proprio. I capelli vivi vengono scelti con molta cura, prelevandoli soprattutto dalle zone laterali e da quella posteriore del capo, le parti del cuoio capelluto generalmente meno colpite dalla calvizie

. Un po’ come accade negli altri trapianti, anche l’autotrapianto di capelli è particolarmente indicato poiché scongiura il fenomeno del rigetto, l’eventualità cioè che il bulbo non venga riconosciuto come proprio dall’epidermide e dunque rigettato. Poiché si tratta di bulbi definitivi, una volta impiantati, questi capelli ricrescono in maniera pressoché continua.

Proprio in virtù della sua scarsa invasività, la tecnica dell’autotrapianto di capelli vivi viene anche definita micro-trapianto, dal momento che in genere si effettua in più sedute periodiche tutte volte al re-infoltimento. Grazie all’autotrapianto, dunque, vengono innestate progressivamente singole unità di follicoli: il nome tecnico inglese di questa operazione è “Follicular Unit Hair Transplantation”.

È fondamentale ricordare che l’autotrapianto di capelli non prevede capelli sintetici, realizzati in materiali e fibre artificiali (i quali ovviamente, non essendo vitali, non possono crescere), né capelli “morti”, ossia senza vita e che dunque anch’essi non crescono più; l’autotrapianto, inoltre, non prevede in alcun modo una sorta di lifting del cuoio capelluto, un’operazione un po’ antiquata che vede rimossa una parte di cute affetta da calvizie, “tirando” così la cute sana proprio come negli interventi di lifting al viso.

Non si tratta nemmeno di protesi realizzare con capelli ormai morti, né tanto meno di riporti o parrucche: l’autotrapianto di capelli utilizza solo bulbi vivi, ed è un’operazione che va effettuata da medici-chirurghi esperti in materia, a fronte di costi molto variabili che in genere si assestano sui 4/8mila euro.