Elezioni Politiche

Elezioni politiche 2018: quali i possibili scenari?

A distanza di cinque anni dall’ultimo appuntamento elettorale, domenica 4 marzo 2018 gli italiani aventi diritto al voto sono chiamati a eleggere i nuovi rappresentanti della Camera e del Senato.

L’importante novità delle elezioni politiche di quest’anno è rappresentata dal nuovo sistema elettorale che verrà applicato a seguito dell’approvazione della legge Rosato del 3 novembre 2017.

1) Cosa cambia dalle precedenti elezioni?

Il vecchio ed il nuovo a confronto

Cambia la metodologia elettorale, il ‘Rosatellum’ va a sostituire la vecchia Legge Calderoli o ‘Porcellum’ nella quale vigeva un sistema proporzionale corretto con un premio di maggioranza e liste bloccate, senza la possibilità di esprimere una preferenza con il voto. Nel 2014 la Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la legge Calderoli, demitizzando di fatto il concetto di premio di maggioranza, per il partito che aveva ottenuto più voti.

La recente legge Rosato prevede una metodologia proporzionale e maggioritaria, in cui il voto espresso dall’elettore avrà una validità uninominale ed una validità proporzionale: l’elettore dovrà garantire una preferenza all’unico candidato della lista prescelta (valore uninominale del voto), dando al contempo appoggio alla coalizione che lo sostiene (valore proporzionale).

Quali le differenze?

Il confronto tra le due leggi elettorali offre scenari interessanti: se oggi fosse ancora in vigore il ‘Porcellum’, probabilmente sarebbe il ‘Movimento 5 Stelle’ ad aggiudicarsi il premio di maggioranza ed il conseguente esito finale in quanto – secondo i più recenti sondaggi – primo partito italiano.

Con il ‘Rosatellum’ è paradossalmente il partito che ne esce più svantaggiato, in quanto la nuova legge favorisce la formazione di coalizioni, come testimonia la valenza proporzionale del sistema elettorale: chi concorre da solo avrà maggiore difficoltà ad aggiudicarsi l’esito delle politiche, in quanto potrà contare esclusivamente sulla propria forza, senza poter beneficiare di altri supporti elettorali.

2) Le forze politiche ad un mese dal voto: sondaggi e scenari

La struttura tripartitica del panorama politico italiano lascia poco spazio ai partiti minori, i quali incontreranno enormi difficoltà a superare la soglia di sbarramento del 3%.

Sondaggi

Ad un mese dal voto, il primo partito politico italiano è il ‘Movimento 5 Stelle’, il quale non avrà vita facile con la nuova legge elettorale; al momento le prime stime indicano come possibile vincitore la coalizione di centrodestra (stimato al 37-38%) guidata ideologicamente dal rientro di Silvio Berlusconi, il quale sta cercando di ricompattare il triumvirato ‘Forza Italia’, ‘Lega Nord’ di Matteo Salvini e ‘Fratelli D’Italia’ di Giorgia Meloni, dando rinnovata fiducia al suo elettorato che negli ultimi anni non aveva riconosciuto in Angelino Alfano, l’erede del Cavaliere.

Quali i possibili scenari?

Ad oggi ci sono scarse chance che la coalizione di centrosinistra o il ‘Movimento 5 Stelle’ possano avere un risultato similare: il centrosinistra paga una coalizione sostanzialmente debole, scarsamente supportata – in termini di voti dovrebbero contribuire alla causa di Matteo Renzi non più del 5% – dai vari partiti aggregati, come i ‘Verdi’, ‘+Europa’ di Emma Bonino, ‘Insieme’ di Giulio Santagata e ‘Lista Civica Popolare’ di Beatrice Lorenzin; il ‘Movimento 5 Stelle’ ha una buona base elettorale di partenza, ma la scelta del partito di astenersi da qualsiasi coalizione o sodalizio con altri partiti, potrebbe essere pagata a caro prezzo.

Le elezioni verranno vinte dal partito o dalla coalizione che otterrà il 40% di voti sul totale preferenze espresse dagli elettori, con la conquista del 60% dei seggi uninominali; questo risultato, nonostante i sondaggi dicano centrodestra su tutti, è difficilmente concretizzabile stante l’attuale periodo storico-politico, caratterizzato da una grande incertezza dell’elettorato.

Anche qualora la coalizione di centrodestra vi riuscisse, avrebbe comunque una maggioranza esigua alla quale difficilmente verrebbe concesso di governare e legiferare autonomamente.

Quali i possibili scenari, a seguito di una probabile futura situazione di stallo?

Potrebbe verificarsi un ‘Governo del Presidente’ o un ‘governo tecnico’, in cui Mattarella dovrebbe sancire la nascita di un nuovo esecutivo che verrebbe affidato alle forze politiche che hanno ottenuto più voti, per garantire al Paese un’unificazione politica che abbia almeno il 60% del consenso: questa scelta sarebbe comunque una soluzione impropria, in quanto di fatto non rappresenta l’espressione elettorale della popolazione.

Questa eventualità porterebbe con sè anche un’enorme contraddizione, mai accaduta nella storia della politica italiana: un governo di larghe intese – il quale presumibilmente sarebbe composto da una maxi-coalizione tra centrodestra e centrosinistra – escluderebbe il ‘Movimento 5 Stelle’, il partito di maggioranza relativa.

Se dovessero verificarsi questi scenari, vi sarebbe un’instabilità di governo pressoché totale.

Altro possibile scenario è proclamare nuove elezioni e se così dovesse essere, con ogni probabilità Mattarella imporrebbe ai parlamentari di modificare la legge elettorale ed attribuirebbe al partito di maggioranza relativa un ruolo primario per la definizione delle normative ad essa inerenti, in vista del prossimo ritorno alle urne.

3) Pericolo astensionismo: il voto come diritto civile

In periodo di pressante campagna elettorale, si mostra forte il messaggio promulgato dalle Istituzioni riguardo il possibile astensionismo: è una libera scelta dell’elettore, la quale tuttavia non ha mai rappresentato una soluzione alle problematiche del Paese. Il popolo italiano, forse nel periodo più difficile ed intenso da un punto di vista politico, è chiamato a prendere parte al processo decisionale che permetta al Paese di riacquistare una propria identità e questo processo è possibile soltanto grazie al contributo dell’elettorato sovrano.