Come sta cambiando la SEO

Le innovazioni apportate da Google per l’indicizzazione dei siti web hanno impresso una svolta veloce anche al lavoro dei SEO in Lombardia del sito http://www.seolombardia.it .

Il ricorso a tecniche di implementazione e di indicizzazione anche semantica, ha cambiato totalmente non solo il modo con cui vengono selezionati i risultati da mostrare a fronte di una ricerca dell’utente, ma anche e soprattutto gli indici rilevati da Big G per il posizionamento dei siti nella serp e l’applicazione delle sanzioni con il conseguente limite del traffico in entrata e quindi delle possibilità di contatto.

Come funzionava: link, pagine, spam.

In passato l’esperto SEO era essenzialmente quello che in gergo si definisce uno “smanettone”. Era cioè un tecnico, particolarmente esperto nella corretta indicizzazione basata sulla singola pagina web.

Era sufficiente padroneggiare con sufficiente sprezzo dei limiti l’uso di link, dello spam e infarcire di parole chiave ben studiate il testo, per ottenere una pagina che, sebbene non utile né gradevole per l’utente finale, raggiungeva se non altro il risultato di moltiplicare i contatti occasionali e quindi il traffico diretto al sito.

Semantica e valore: ora si punta suI contenuti

Con le modifiche apportate ai logaritmi di Google, appare evidente che il fulcro del lavoro dei SEO diventano i contenuti.

Al fine di ripulire in qualche misura il web, il colosso di Mountain View, e a ruota gli altri principali motori di ricerca, hanno introdotto dei sistemi di indicizzazione meno automatici e asettici e basati sul tentativo di restituire a chi naviga sul web un’esperienza di ricerca quanto più possibile utile e proficua.

Vengono ora fortemente penalizzati tutti i contenuti cosiddetti “sottili”, ovvero non capaci di apportare valore e che costituiscono una mera ripetizione di ciò che è già presente in rete.

Sono fortemente penalizzati sia i link a “pioggia”, utilizzati al solo scopo di generare traffico, così come l’uso indiscriminato di keyword.

Il piano di lavoro non è più la singola pagina web, ma l’intero sito, che oggi viene trattato nel suo complesso, un po’ come accade nelle biblioteche per i libri: ogni sito web è cioè dotato di una sorta di indice, dato dal sitemap, e suddivisibile in categorie.

Ma sono i contenuti delle singole pagine a farla da padrone: devono essere originali, creare valore.

L’esperto SEO non è più solamente un tecnico, non si occupa soltanto di script, location e corsa al link building, ma diventa un consulente globale indispensabile per ogni amministratore di sito.

Egli deve collaborare con chi si occupa di marketing e di social ed avere buone competenze anche in relazione alla stesura dei contenuti.

Sebbene rimangano fondamentali gli aspetti tradizionali del lavoro (link, keywords, maps), il moderno SEO è sempre più un professionista a “tutto tondo.”