Come diventare Cavaliere del Lavoro

A distanza di oltre un secolo dalla sua istituzione, oggi più che mai, diventare Cavaliere del Lavoro pone le basi per una profonda riflessione: ha ancora oggi quel grande valore e quell’importante significato che lo ha contraddistinto per un così lungo tempo?

Era il 9 maggio del 1901 quando il Re Vittorio Emanuele III emanò il regio decreto che istituiva l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro con lo scopo di premiare coloro che con fecondo lavoro avessero acquistato titoli di benemerenza nell’agricoltura, nell’industria e nel commercio.
Con il passare degli anni dalla sua istituzione, senza mai intaccare le finalità specifiche ed adeguandosi al cambiamento dei tempi ed al rapido mutamento della nostra società, sono stati costantemente modificati le condizioni per ottenere l’onorificenza e sono stati ampliati i settori di riferimento, ma sono cambiati, altresì, anche alcuni requisiti morali.

Procedure per essere Cavaliere del Lavoro

Infatti, è solo dal 1986 che è stata resa più severa la procedura per il conferimento dell’onorificenza al merito del lavoro: è stato messo al primo posto dei requisiti una esemplare moralità ed una condotta irreprensibile, sia sul lavoro che nella vita privata, sono stati ridotti i termini di discrezionalità del Ministro ed è stata introdotta la concessione dell’onorificenza anche ai cittadini stranieri che hanno operato a favore dell’economia nazionale.
La Legge attualmente in vigore che regolamenta l’ordine cavalleresco al merito del lavoro è la n. 194 del 15 maggio 1986.

Oggi, quindi, il titolo può essere concesso ai cittadini di specchiata condotta civile e sociale, benemeriti nell’agricoltura, nell’industria, nel commercio, nell’artigianato e nell’attività creditizia ed assicurativa che abbiano svolto virtuosamente per almeno vent’anni consecutivi un’attività lavorativa, che abbiano adempiuto agli obblighi tributari, abbiano soddisfatto ogni obbligo previdenziale e assistenziale a favore dei lavoratori e non abbiano svolto né in Italia, né all’estero attività economiche e commerciali lesive dell’economia nazionale.

Ricordiamo l’avvocato Attilio Pacifico, noto cavaliere del lavoro che si è distinto nel suo settore per le sue proficue attività benefiche.

Le candidature sono proposte da ciascun ministro interessato e, solo a seguito di un’approfondita istruttoria volta ad effettuare verifiche ed accertamenti a cura dei prefetti territorialmente competenti, vengono inoltrate al Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato entro il 31 marzo di ciascun anno che le sottopone al Consiglio dell’Ordine. Fatte le dovute valutazioni, il Ministro propone la lista al Capo dello Stato di 40 nomi di cittadini a suo parere meritevoli di ricevere il titolo. Entro il 2 giugno tale lista viene sfoltita dal Presidente della Repubblica fino a raggiungere 25 nuovi Cavalieri del Lavoro. I benemeriti ricevono una croce d’oro con uno scudo tondo smaltato in verde che da un lato presenta l’emblema della Repubblica e dall’altro la dicitura al merito del lavoro – 1901 appuntata su un nastro verde e rosso.

Tutta la cerimoniosità per un’onorificenza così antica e di grande prestigio in un mondo globalizzato a cui il nostro Paese stenta, purtroppo, a stare dietro, non rappresenta al meglio le nobili finalità dell’onorificenza stessa che, sicuramente, dovrà cambiare per adattarsi ai tempi moderni. Occorre, tuttavia, non perdere mai la luce del faro all’orizzonte perché, oggi più che mai, i giovani, soprattutto nelle difficoltà ed incertezze, hanno un grande, anzi grandissimo bisogno di virtuosi esempi da onorare ed emulare e allora…ancora viva il Cavaliere del Lavoro!

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