La lunga strada dell’avvocato cassazionista

Diventare avvocato cassazionista e patrocinare quindi presso la Suprema Corte di Cassazione e le altre giurisdizioni superiori è assai più complicato di qualche anno fa, anche se non è mai stato un iter breve e poco impoegnativo come testimonia l’avvocato Giampiero Martini. Infatti fino al 2012 per potersi iscrivere all’albo speciale era sufficiente essere iscritti all’Albo degli avvocati da almeno dodici anni.
Oggi non è più così: le regole sono cambiate a seguito dell’approvazione della riforma forense avvenuta il 21 dicembre del 2012 (anche se è bene ricordare che attualmente è in vigore una norma transitoria che, per tre anni dalla data di entrata in vigore della legge, prevede la possibilità di iscriversi comunque all’albo speciale per coloro i quali al 3 febbraio 2013 erano già in possesso dei requisiti previsti dalla precedente normativa).

Ma qual è nel dettaglio la procedura per diventare avvocati cassazionisti oggi?

Naturalmente è necessario essere in possesso della laurea in legge ed essere iscritti all’Ordine degli avvocati.
A questo punto la nuova legge 247/2012 offre due diverse opzioni a coloro i quali desiderano patrocinare in cassazione.
La prima possibilità è quella di affrontare uno speciale esame di stato abilitante (lo stesso già previsto dalla legge n. 1003 del 1936), per tentare il quale è necessario essere iscritti all’Albo degli avvocati da almeno cinque anni. L’esame si tiene una volta all’anno a Roma e prevede prove scritte ed orali da svolgersi nell’arco di tre giorni non consecutivi.

Il calendario 2014 prevede tre prove scritte (ricorso in materia civile, ricorso in materia penale, ricorso in materia amministrativa, rispettivamente nelle date 9, 11 e 13 giugno) e una successiva prova orale presso il Ministero di Grazia e Giustizia in data da definire.
L’esito dell’esame non è per nulla scontato: per superarlo è necessario avere conseguito giudizi sempre superiori a sette decimi e comunque aver raggiunto la media di otto decimi nelle tre prove scritte.

C’è comunque una seconda opzione per diventare avvocati cassazionisti ed essa prevede due condizioni: l’iscrizione per almeno otto anni all’albo circondariale e la frequenza della Scuola Superiore dell’Avvocatura. In questo caso al termine del percorso di studio, al posto dell’esame di stato, viene effettuata una verifica finale di idoneità.
Una volta soddisfatti i requisiti richiesti da una delle due opzioni previste dalla nuova normativa si può procedere finalmente con l’effettiva domanda di iscrizione all’albo speciale: il modulo di richiesta (scaricabile dal sito del Consiglio nazionale forense) va presentato a mano o per posta al comitato per la tenuta dell’albo speciale degli avvocati cassazionisti con sede a Roma.

I tempi di attesa non sono lunghi: il comitato, che si riunisce con cadenza mensile, esamina entro novanta giorni la richiesta e dal momento della delibera l’avvocato ha accesso all’esercizio dell’avvocatura nelle giurisdizioni superiori. Il comitato, oltre ad aggiornare l’elenco degli iscritti sul sito internet del Consiglio nazionale forense, invia comunicazione dell’avvenuta iscrizione all’interessato.

Presentando la comunicazione ricevuta al consiglio dell’ordine degli avvocati, l’iscrizione all’albo viene infine registrata anche sul tesserino.
Ed ecco che dopo anni di attesa (e di studio), finalmente per l’avvocato si aprono le porte della Corte di Cassazione.

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