fossa-biologica

Utilizzo della Fossa biologica Imhoff

Il processo di depurazione delle acque reflue segue una serie di passaggi ben specifica, ossia pre-trattamenti ed operazioni meccaniche, biologiche e chimico-fisiche atte alla rimozione di inquinanti ed agenti in sospensione. L’eliminazione degli inquinanti avviene in funzione delle caratteristiche della sostanza stessa, e si basa sulla proprietà maggiormente sfruttabile al livello di separazione.

La rimozione elementi solidi da un refluo può essere effettuata mediante un processo di sedimentazione; esso è tanto più efficacie quanto più le particelle sospese presentino dimensioni maggiori. La deposizione delle stesse avviene seguendo la legge di Stokes, la quale mostra come le particelle di solido in sospensione tendano a depositarsi sul fondo del bacino di sedimentazione quanto più il loro diametro sia grande, e la loro densità sia superiore a quella del solvente presente (nel caso di reflui acquosi il valore di densità di riferimento è quello dell’acqua, 1 g/ml).

Fra i vari impianti di depurazione di liquami e acque reflue presenti in commercio, utilizzati per la rimozione mediante sedimentazione di solidi sospesi, è presente la fossa biologica di tipo Imhoff.

 

Chiarificazione delle acque con fossa biologica di tipo Imhoff

La fossa biologica Imhoff (o vasca settica tipo Imhoff) è un sistema di depurazione degli scarichi di acque reflue civili, che prevede un loro pre-trattamento primario mediante separazione dei solidi sospesi in soluzione. Come descritto nel Decreto Legislativo del 3 aprile 2006 n. 152, “Norme in materia ambientale”, si intende per primario il trattamento di reflui che preveda la sedimentazione dei solidi in sospensione attraverso processi fisici, chimico-fisici o altri, che portino ad una riduzione del carico in BOD5 del 20% e dei solidi sospesi del 50%.
La vasca settica di tipo Imhoff è costituita da due sezioni distinte: la zona superiore è adibita alla sedimentazione ed accumulo, ed è la zona in cui si ha la separazione dal solido, mentre la zona inferiore prevede la digestione anaerobica dei fanghi sedimentati. Il processo anaerobico da parte dei microrganismi presenti all’interno del refluo porta alla trasformazione di parte delle sostanze organiche presenti principalmente in metano, anidride carbonica e acqua.

Il refluo entra della zona superiore adibita alla sedimentazione, che dirige il sedimentato attraverso un’apertura, che collega mediante un fondo inclinato la prima zona con lo scompartimento di digestione anaerobica.
Affinché la stabilizzazione biologica delle sostanze possa avvenire efficacemente, lo scompartimento di digestione ha una dimensione accurata, tale da permettere il realizzarsi della digestione.
Il proporzionamento delle due sezioni deve essere conforme ai volumi, descrizioni e capacità depurativa sancite dal “Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento”, tramite la delibera del 04/02/77 (S.O.G.U. n. 48 del 21/02/77).

A seguito del trattamento, il liquame esce dalla vasca e viene accumulato in un pozzetto denominato “di prelievo”, venendo poi disperso nel terreno attraverso subinrigazione mediante una tubatura in poli-vinilcloruro, con un diametro calcolato secondo le norme vigenti tenenti conto del numero di abitanti nella zona; ciò può avvenire solo se il refluo presenta determinate caratteristiche descritte nelle tabelle Igienico Sanitarie. Tali caratteristiche vanno verificate tramite prelievo, su richiesta alla ASL, del liquame in uscita dal pozzetto di prelievo; solamente a seguito dell’analisi del campione risultato idoneo il comune rilascia una autorizzazione allo scarico valida per 4 anni.

Utilizzo e destinazione di una fossa Imhoff

A livello di depurazione, l’utilizzo di una fossa biologica di tipo Imhoff è relegato prevalentemente al trattamento di reflui e liquami da impianti di piccole e medie dimensioni. Tuttavia, queste generalmente non sono in grado di assicurare il rispetto dei parametri richiesti, ma possono essere considerate un efficacie metodo di depurazione nei casi in cui vengano trattati scarichi di insediamenti civili e zone con meno di 50 AE (abitanti equivalenti, cioè il carico organico biodegradabile convogliato da una fognatura in 24 ore, a cui corrisponde una richiesta di ossigeno di 60g\giorno di O2, per 5 giorni).
Vengono usualmente utilizzate in campagna, atte alla depurazione di reflui di piccoli centri abitati.

L’utilizzo di una fossa settica di tipo Imhoff è consigliato qualora non sia fattibile la realizzazione di un collegamento con una rete fognaria; resta in ogni caso uno dei metodi migliori per un pre-trattamento di reflui industriali\civili, che può essere abbinato a sistemi di degrassazione, in grado di migliorare ulteriormente la performance di depurazione delle acque reflue trattate.