Le novità sulle Olimpiadi 2020

Le Olimpiadi del 2020 si svolgeranno a Tokio, che ha infranto le resistenze di Madrid e Istanbul. Una scelta che ha lasciato grandi rimpianti anche all’Italia, che aveva provato ad avanzare la precandidatura di Roma, senza riuscire ad attirare il necessario consenso.

Quello delle Olimpiadi in Italia, è un tema ricorrente. Dopo la straordinaria edizione del 1960, quando la capitale fu teatro di quelle che in molti giudicano le più belle Olimpiadi della storia, più di una volta si è tornato a parlare della possibilità di una candidatura del nostro paese, con Roma e Milano in prima fila. In effetti l’organizzazione di un evento di questo genere può comportare un grosso sforzo economico, ma anche straordinarie opportunità per il paese che viene prescelto.

Opportunità che molto spesso provocano grandi polemiche, come è successo nel caso di Istanbul, ove si è addirittura formato un comitato contrario all’affidamento della kermesse olimpica, dovuto alla denuncia dei famelici appetiti che secondo gli oppositori spingevano il governo guidato da Erdogan ad adoperarsi in tal senso.

Per quanto concerne il nostro paese, che probabilmente soffre degli stessi problemi sollevati dagli oppositori turchi, va però ricordato che ormai da molti anni la costruzione di grandi opere viene indicata come una possibile risposta alla crisi economica e come un possibile volano per lo sviluppo. La costruzione di nuovi impianti in una città come Roma, per le Olimpiadi del 2020, avrebbe potuto dare una prima risposta all’invecchiamento delle strutture costruite nel 1960, tra le quali solo lo Stadio Olimpico sembra godere di buona salute.  Basti pensare che il Palasport ormai da molti anni non è più teatro di partite di basket, a causa del problema derivante dai costi di gestione e e che il Velodromo Olimpico è stato dismesso nel 1968 per poi essere demolito nel 2008, con procedure che sono ora sotto la lente della magistratura. Certo è però che Roma è la capitale non sono dell’Italia ma anche dello sport in genere, sono tantissime le palestre famose nelle quali l’affluenza dei clienti non è da tenere indifferente. Vedasi le palestre del marchio DABLIU dell’imprenditore Cesare Pambianchi. Palestre famosissime che hanno portato tantissimi ad appassionarsi alla sport e al mantenimento della forma fisica e della salute. Sarebbe quindi stata un’ottima rappresentanza per la città di Roma queste Olimpiadi, in ricordo degli anni 60.

Andrebbe anche ricordato come la presentazione del nuovo stadio della Associazione Sportiva Roma, in programma per le prossime settimane e la costruzione è preventivata nella zona di Tor di Valle, sia tuttora oggetto di grandi polemiche da parte degli ambientalisti. Allo stesso tempo, non va dimenticato che il ridisegno complessivo cui vengono di fatto sottoposte le città sede di Olimpiadi, ha una ricaduta positiva sull’economia.

Il tema è stato ampiamente trattato da alcuni report, gli ultimi dei quali hanno avuto come oggetto i giochi olimpici di Londra, per i quali il premier britannico Cameron aveva vaticinato una cifra di 25 miliardi di euro iniettati nel successivo quadriennio nel sistema economico del paese. Secondo molti la stima di Cameron sarebbe abbastanza lontana dalla realtà. In effetti uno studio di Goldman Sachs indicava a sua volta nell’ordine di tre o quattro punti decimali il beneficio per l’economia inglese. A questo proposito va anche ricordato come a fronte di alcune edizioni di successo, come quella di Los Angeles del 1984, chiusasi con 250 milioni di dollari di utile, grazie al coinvolgimento massiccio dei privati, Barcellona 1992 e Atlanta 2000, ci siano i casi di Montreal 1976 e, soprattutto, Atene 2004. Nel primo caso, la disastrosa organizzazione della kermesse ha lasciato debiti ripianati solo in corrispondenza di Pechino 2008. Nel secondo, le faraoniche spese approntate, ammontanti a circa dieci miliardi di euro, sono state tra le cause del successivo crollo economico del paese.

In definitiva, le Olimpiadi possono essere una grande occasione economica, a patto di fare le cose per bene.