Cosa sono gli interruttori finecorsa?

Gli interruttori di finecorsa sono strumenti che servono a rilevare i movimenti condotti da un sistema motorizzato ed intervengono per bloccare gli elementi meccanici deputati allo spostamento. Sono dunque dispositivi molto utilizzati in svariati ambiti, poiché svolgono un ruolo essenziale sia in processi di automazione industriale complessi che in apparecchiature di uso comune come ad esempio gli ascensori, che necessitano di finecorsa chiamati ad agire per bloccarne il funzionamento in situazioni emergenziali. Ma questi dispositivi trovano applicazione anche in ambito domestico: si pensi ad esempio ai cancelli automatici o alle tapparelle, sistemi di chiusura che vantano sempre un interruttore di finecorsa in grado di agire sui motori elettrici per arrestare le parti in movimento.

interruttori finecorsa

Di regola i finecorsa, come il nome stesso indica, trovano collocazione nella parte terminale di una corsia, ma sul mercato è possibile intercettare interruttori con caratteristiche specifiche in grado di agire su posizioni intermedie. Per quanto concerne il loro funzionamento, esistono differenti tipologie di finecorsa, come ad esempio quelli elettronici o magnetici: cambia il sistema che fa scattare l’interruttore, ma il fine del dispositivo resta lo stesso. Dunque, a seconda delle esigenze tecniche, sarà possibile indirizzarsi su interruttori di finecorsa di varia natura, realizzati con specifica componentistica e con strutture adeguate ai compiti che dovranno svolgere, ma tutti questi modelli agiranno comunque su quelle parti mobili di un meccanismo che necessitano di essere bloccate in un dato istante.

Proprio per i loro molteplici utilizzi, i finecorsa conoscono numerose varianti, le principali delle quali attengono alla tipologia di funzionamento: quelli elettrici, ad esempio, lavorano come fossero degli interruttori che comunicano ad una centralina l’azione di interrompere l’apporto di corrente elettrica. Questo impulso lanciato dal finecorsa arresterà dunque il movimento. I finecorsa magnetici hanno un altro funzionamento, potendo contare sulla presenza di magneti la cui prossimità tra loro inciderà sul motore che comanda le parti mobili, fermandolo. Ancora, questi interruttori possono essere induttivi, e funzionare quindi come veri e propri sensori di prossimità: in questo caso infatti, i finecorsa saranno in grado di rilevare lo spostamento delle parti mobili e agire dunque di conseguenza. Per la maggiore affidabilità e complessità strutturare, tali tipologie sono spesso utilizzate in ambito prettamente industriale.

Naturalmente, anche i materiali con cui sono costruiti questi dispositivi variano a seconda dei campi di applicazione e dunque in base alle svariate esigenze professionali. Infatti, per usi comuni e domestici si scelgono di regola interruttori di finecorsa realizzati in polimeri plastici, mentre nell’ambito dell’automazione industriale e in contesti particolarmente difficili, questi dispositivi saranno costruiti in metalli e leghe particolarmente resistenti in grado di funzionare anche in presenza di polveri o liquidi. Peraltro, dato che molto spesso il loro impiego attiene a sistemi di sicurezza sul lavoro, si comprende facilmente il motivo per il quale i finecorsa devono garantire affidabilità nel tempo e capacità di resistere all’usura anche in situazioni impegnative.

In definitiva, in commercio è possibile intercettare numerosissimi modelli di interruttori di finecorsa, differenti per tipologia di utilizzo, materiali e specifiche tecniche: tanta varietà si spiega quindi con i tanti campi in cui trova applicazione questo semplice ed utile dispositivo.

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