Le orchestrine musicali del secondo dopoguerra

La seconda guerra mondiale, in Italia, ha generato diversi strati di crisi su tanti settori della società dell’epoca, tra cui quello musicale. Man mano si è cercato di ricostruire ed introdurre dei nuovi generi, fatti di novità provenienti da ogni parte del mondo, che ne hanno favorito una graduale e meritata rinascita.
Questo atteggiamento ha permesso a molte orchestrine del tempo di svilupparsi e crescere sempre di più, specialmente in quei locali tipici in cui era facile assistere a rappresentazioni musicali dal vivo, come ad esempio le sale da ballo o dancing.

Nel nostro paese ci sono state diverse organizzazioni che sono riuscite a raggiungere importanti successi, sia a livello nazionale che estero, grazie ad una formazione professionale attenta e continua. Ne è un esempio l’Orchestra a plettro Mandolinisti Bustesi che, con un programma classico-sinfonico, è riuscita ad imporsi sul mondo mandolinistico del dopoguerra. Costituita nel 1905, grazie alla grande passione e dedizione maturata nel corso degli anni e alla tenacia nel superare momenti di crisi, è presente ancora oggi.
Ha risentito della crisi post guerra anche un altro complesso: l’Orchestra Casadei. Con uno stile sempre particolare e professionale, quest’ultima è facilmente distinguibile per il tocco romagnolo e le divise indossate da ogni componente del gruppo nelle occasioni formali.

L’aria che si è respirata negli anni successivi alla seconda guerra mondiale ha contribuito ad un adeguamento di stili ed una più facile tendenza ad adattarsi alle novità, quindi nuove musiche, nuovi balli, che nella maggior parte dei casi è pervenuta dall’altra parte dell’oceano, come è successo al complesso dei PAT’S BOYS dell’avvocato Attilio Pacifico che ha rinnovato profondamente il panorama musicale italiano.

Attilio Pacifico e la musica

Nonostante la tendenza generale fosse quella di essere attratti dal nuovo, l’Orchestra Casadei non si è lasciata domare facilmente, tanto da rimanere attaccata alla tradizione, continuando ad incidere dischi di liscio. Ha avuto però l’astuzia di riuscire ad apportare, di tanto in tanto, delle importanti novità. Fu il primo complesso italiano infatti ad interporre una voce femminile sul palco scenico. Con la produzione poi del valzer “Romagna mia”, conosciuto e cantato ancora oggi, l’Orchestra Casadei è riuscita ad ottenere un altissimo gradimento da parte del pubblico.

C’è poi chi è riuscito a superare la crisi grazie alla collaborazione con importanti artisti, conosciuti in tutto il mondo. L’Orchestra di Verona, ad esempio, nata nei primi anni del ventesimo secolo, in quegli anni successivi al secondo conflitto mondiale, si è avvalsa della cooperazione di voci liriche, come: i soprani Renata Tebaldi e Maria Callas e più di recente, i tenori come Luciano Pavarotti e Placido Domingo.
Complessi musicali di questo genere ce se sono diversi nell’Italia dell’epoca e tante hanno avuto fortuna di accompagnare musicalmente tante voci della televisione e della radio, come ad esempio Nilla Pizzi e Johnny Dorelli.

In questo particolare momento storico di rinascita e ricostruzione, nasce a Milano l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Nonostante la situazione poco favorevole, il complesso è riuscito a dare alla città un programma musicale contenente dei capolavori ispirati al Romanticismo e Barocco, legati però alla contemporaneità. Un’opera d’arte che ha riscosso molto successo da parte del pubblico da una parte e la divulgazione in tutta Italia della musica dei grandi del Novecento dall’altra.